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Gli Orsi degli altri - N.7

L'orso bruno sui Pirenei, una ripresa complessa

di Julien Steinmetz

La popolazione di orso bruno sui Pirenei, estesa su 400 km tra Francia, Spagna e Andorra, è reduce da un lungo declino che nel 1995 ridusse la specie a soli 5 esemplari. Dal 1996, un progetto di restocking ha portato al rilascio di 11 orsi sloveni, permettendo una fragile ma costante ripresa. Nel 2024, la popolazione è stimata in 104 individui, con una crescita annua dell'11% e un raddoppio ogni 6-7 anni. Tuttavia, la diversità genetica è criticamente bassa: il 90% degli orsi discende dal maschio Pyros, con fenomeni di consanguineità che riducono la sopravvivenza dei piccoli.

La sfida principale resta la coesistenza con la zootecnia, specie sul versante francese. Nonostante l'aumento dei predatori, i danni agli ovini (700-1000 capi annui) restano stabili grazie a misure di prevenzione come pastori, cani da protezione e recinzioni. Lo Stato francese finanzia programmi di supporto tecnico per gli allevatori e squadre di pronto intervento (OFB) per la sorveglianza e la dissuasione.

Sul fronte della sicurezza umana, la gestione segue protocolli transfrontalieri per intervenire su orsi confidenti o aggressivi, prevedendo azioni graduate che vanno dalla dissuasione con proiettili di gomma alla rimozione. Recentemente è stata autorizzata per alcuni pastori la detenzione di spray al peperoncino. La conservazione della specie dipende oggi dalla stretta collaborazione internazionale e dal monitoraggio genetico costante del Gruppo Transfrontaliero.

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