BioMiti è un progetto di ricerca pluriennale promosso dal Parco Naturale Adamello Brenta in stretta collaborazione con numerosi istituti di Ricerca:
- MUSE
- Fondazione Museo Civico di Rovereto
- Università degli Studi di Sassari
- Università di Pavia
- Università di Padova
- Università di Bologna
- Entomo Research srl.
Il Progetto BioMiti si propone di studiare l'ecosistema presente sulle Dolomiti di Brenta, con l'obiettivo di comprendere gli effetti dei cambiamenti climatici in atto.
L'indagine è realizzata nella fascia altitudinale alto-alpina posta tra i 1900 e i 2900 m s.l.m. attraverso rilievi faunistici, floristici, climatici oltre che geomorfologici, inquanto capaci di condizionare la molteplicità dei microclimi presenti.
L'insieme dei dati ottenuti, grazie ad analisi scientifiche di dettaglio, potrà portare a comprendere meglio gli effetti del riscaldamento globale in atto, nel tentativo di trovare misure idonee ad una sempre migliore salvaguardia degli ambienti naturali.
Oltre agli obiettivi strettamente scientifici, BioMiti si propone anche come un 'ponte' tra la ricerca scientifica e l'educazione ambientale in modo da raccontare il territorio del Parco nella sua importanza ecologica, culturale ed estetica.
Citazione Alexander von Humboldt (1769-1859): 'I have an idea in mind: encapsulate in a work everything in the material world, all that we currently know about the appearances of the celestial vault and life on Earth.'
Area di studio
Le stazioni di campionamento sono costituite da plot circolari con un raggio di 100 m, separati da un dislivello di 200 m per garantire l'indipendenza dei dati campionati e la rappresentatività delle tipologie ambientali presenti all'interno dell'area di studio.
Nell'anno 2018 sono stati allestiti i plot numerati dal 1 al 6 in Vallesinella, mentre nel 2019, in Val di Tovel, sono stati predisposti i restanti plot numerati da 8 a 12, in modo che la cima Grostè rappresenta il punto di incontro tra le due valli.
