Una montagna da vivere con consapevolezza
Walter Ferrazza, Presidente del Parco Naturale Adamello Brenta
Il 29 gennaio 2026, a Carisolo, la sala affollata ha restituito molto più di una semplice presentazione di dati. Il convegno 'Opinioni: il pensiero della comunità su orsi e lupi' è stato il punto di arrivo di due anni di ricerca intensa, partecipata, costruita insieme all'Università Ca' Foscari di Venezia e all'Università di Sassari. Ma soprattutto è stato un momento di ascolto autentico, uno spazio in cui la comunità ha potuto finalmente riconoscersi nelle proprie parole.
L'obiettivo era ambizioso: mettere a fuoco il pensiero di chi vive quotidianamente entro i confini del Parco rispetto alla presenza dei grandi carnivori. Non un sondaggio superficiale, ma un percorso fatto di incontri, questionari, interviste, tavoli di confronto. Sono stati coinvolti amministratori locali, rappresentanti delle ApT, allevatori, operatori economici, associazioni, residenti: i cosiddetti 'portatori di interesse', ma prima di tutto donne e uomini che abitano la 'terra dell'orso' e che con orsi e lupi condividono lo stesso paesaggio.
Ciò che è emerso ha sorpreso molti.
A fronte della polarizzazione che domina il dibattito mediatico - tra chi rivendica la presenza dell'orso e del lupo a ogni costo e chi ne chiede l'eliminazione - la fotografia restituita dalla ricerca è molto più sfumata. Il primo dato oggettivo è chiaro: la percezione sociale è variegata, complessa, articolata. E soprattutto, molto più disponibile alla convivenza di quanto si sarebbe potuto immaginare.
La maggioranza delle persone non urla. Non estremizza. Non semplifica.
Chiede di capire. Chiede di conoscere. Chiede di partecipare.
È emersa una diffusa volontà di accettare la complessità della coesistenza tra comunità umane e grandi carnivori, a patto che vi siano strumenti adeguati, informazioni corrette, trasparenza nei processi decisionali. Il bisogno più forte non è stato quello di schierarsi, ma quello di avere voce.
Questo risultato premia una scelta lungimirante: da anni il Parco investe con convinzione nel coinvolgimento, nella comunicazione, nell'educazione ambientale. Il convegno di Carisolo ha dimostrato che quella strada non solo era giusta, ma necessaria.
Da questa esperienza nasce ora la possibilità concreta di definire una nuova linea d'azione condivisa sulla gestione di orsi e lupi. Una linea che parta non dalle emergenze, non dalle pressioni del momento, ma dai sentimenti, dalle paure, dalle aspettative e dalla disponibilità reale di chi il territorio lo governa e lo abita ogni giorno.
Lo studio fornisce finalmente una base scientifica solida per affrontare un piano di gestione troppo a lungo rimandato. Un piano che dovrà essere rigoroso, studiato, affidato ai soggetti decisori competenti, ma fondato su un principio chiaro: uscire dalla logica emergenziale per entrare in una gestione ordinaria, equilibrata, strutturata della specie.
Sappiamo che non sarà un cambiamento immediato. Ma sappiamo anche che è l'unica strada capace di garantire nel lungo periodo la tutela degli orsi e dei lupi e, insieme, la serenità delle comunità.
Per troppo tempo il dibattito è stato dominato da posizioni gridate, da un fondamentalismo che ha finito per soffocare quella maggioranza silenziosa fatta di persone pragmatiche, consapevoli, desiderose di soluzioni realistiche. Oggi quella maggioranza ha trovato voce.
Se è vero che 'in tempi di menzogna universale, la verità è un atto rivoluzionario', allora scegliere di affidarsi alle scienze umane, all'ascolto e ai dati è un gesto profondamente rivoluzionario. Significa credere che la soluzione non stia negli slogan, ma nella conoscenza; non nelle contrapposizioni sterili, ma nella responsabilità condivisa.
Con serenità, ma con fermezza, prendiamo quindi le distanze da chi continua a proporre soluzioni semplicistiche, irrealizzabili e - come dimostra la ricerca - sempre meno rappresentative del sentire collettivo.
Siamo fieri di quel tessuto sociale che si colloca su una posizione moderata e consapevole rispetto ai grandi predatori. Una comunità che vuole sapere di più, capire di più, partecipare di più. Perché solo attraverso la conoscenza possiamo costruire una coesistenza pacifica. E solo attraverso la coesistenza possiamo custodire quella biodiversità da cui dipende, prima di tutto, il futuro della nostra stessa specie.
Conoscere per coesistere.
Coesistere per arricchire.