Le ultime notizie sui grandi carnivori evidenziano dinamiche ecologiche e gestionali eterogenee in Europa. In Svizzera, il progetto 'Wolves and Cattle' monitora un lupo capace di percorrere 240 km in 11 giorni, studiando la sovrapposizione con la lince. Sul fronte gestionale, il Canton Ticino ha mancato gli obiettivi di prelievo (solo 5 abbattimenti su 20), mentre nel Vallese la popolazione cresce (75 individui) nonostante i prelievi, ma con danni al bestiame in calo.
In Italia, due studi ventennali confermano l'espansione dell'orso bruno: l'areale permanente delle femmine è cresciuto del 137%, superando la barriera della Val d'Adige. L'analisi dei danni in Trentino e Friuli mostra che i conflitti si concentrano ormai nelle zone di margine tra bosco e insediamenti, rendendo indispensabili prevenzione e supporto agli allevatori.
In Grecia, i dati ELGA sfatano un mito: nonostante il raddoppio della popolazione (passata da 450 a 900 orsi nel 2025), i danni all'agricoltura e alla zootecnia non sono aumentati, rimanendo stabili dal 2012 grazie a una gestione efficace.
Infine, in Spagna, la Corte Suprema dovrà decidere sulla legittimità degli abbattimenti autorizzati da alcune regioni (Asturie e Cantabria) in deroga alla protezione speciale del lupo iberico introdotta nel 2021. La polemica è divampata dopo campagne di controllo che hanno coinvolto anche femmine con cuccioli, segnando un punto di rottura tra amministrazioni locali e associazioni ambientaliste.