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La voce della Ricerca - N.6

Orso, turismo e paesaggio della paura

di Mauro Fattor

L'articolo analizza il legame tra la presenza dell'orso e i flussi turistici in Trentino, smentendo il postulato arbitrario del 'paesaggio della paura'. Questo concetto, nato in ambito scientifico per descrivere il rischio terrorismo post-11 settembre, risulta fuorviante se applicato ai grandi carnivori in assenza di prove su comportamenti di autotutela dei visitatori (come la rinuncia al viaggio).

I dati, al contrario, mostrano una realtà differente:

Indagine Doxa 2025: Su un campione nazionale, il 67% degli intervistati si dichiara indifferente alla presenza dell'orso nella scelta della vacanza, mentre il 20% la considera un fattore di aumento dell'interesse. Solo il 13% lo ritiene un disincentivo.
Confronto storico: Rispetto al 2002, nonostante i casi di aggressione e la tragedia di Andrea Papi, il blocco dei turisti neutri o positivi rimane schiacciante (74% oggi contro l'88% di allora).
Percezione e Numerosità: Il 40% degli italiani percepisce oggi la specie come 'numerosa' (era il 7% nel 2002), ma la maggioranza auspica che il numero rimanga costante.
Variabili multidimensionali: Lo studio ASTAT in Alto Adige evidenzia come la percezione cambi radicalmente tra residenti in base alla lingua e al territorio, sottolineando che il rischio è un concetto legato anche alla cultura e alla pressione mediatica.
In conclusione, vent'anni di monitoraggio confermano che l'orso non ha compromesso l'attrattività del Trentino, consolidandosi come elemento di un ecosistema complesso ma accettato dalla maggioranza dei visitatori.

 


L'orso non è in catalogo… ma nemmeno il colpevole della crisi dell'accoglienza turistica

di Filippo Zibordi

L'articolo smentisce l'ipotesi che l'orso sia stato reintrodotto per fini turistici o che rappresenti un danno strutturale per il comparto. Nello studio Life Ursus, l'aspetto turistico era marginale: la reintroduzione mirava alla conservazione, non al marketing. I dati dei comprensori di Campiglio e della Val di Sole confermano questa tesi: dopo una flessione nel 2023 (anno della tragedia di Caldes), il 2025 ha registrato numeri record, superando i livelli pre-crisi.

Secondo il prof. Umberto Martini, il turismo trentino è 'maturo' e influenzato da variabili macroeconomiche e meteo, non dai grandi carnivori. I cartelli informativi non sono visti come deterrenti, ma come strumenti di gestione consapevole. La sfida non è dunque la promozione dell'orso, ma una comunicazione che trasformi la percezione del rischio in convivenza ordinata.

 


Dall'orso bello all'orso autentico

di Mauro Fattor

L'articolo esplora l'idea di 'orso autentico' come leva per una coesistenza sostenibile. L'autenticità non deriva dalla vicinanza fisica, ma dalla percezione del visitatore: un animale è percepito come 'vero' se ne viene riconosciuta l'alterità e l'autonomia (spaziale, soggettiva, energetica e sociale). Questo approccio supera la visione estetica dell'orso 'animale bello' per abbracciare la complessità della biologia della conservazione.

Promuovere questa narrazione permette di normalizzare il rischio e ridurre l'ansia: il turista consapevole adotta comportamenti corretti perché riconosce la montagna come natura non addomesticata. L'autenticità diventa così uno strumento gestionale: aumenta l'accettazione di scelte difficili e favorisce un'etica della cura basata sul rispetto di una natura che non è un giardino, ma un sistema vivo e autonomo.

 

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