L'impatto del lupo sui selvatici: quel che (non) si sa
di Mauro Fattor e Filippo Zibordi
L'impatto del lupo sugli ungulati è un tema complesso e privo di risposte univoche. La dieta del predatore varia significativamente per area e periodo, spaziando dalla fauna selvatica (come il cinghiale) a fonti antropiche. Oltre alla predazione diretta, il lupo influenza l'ecosistema tramite il 'paesaggio della paura', inducendo le prede a modificare comportamenti e uso dell'habitat. Sebbene esistano preoccupazioni venatorie su un possibile calo delle prede, studi in Piemonte e Francia indicano che le dinamiche degli ungulati dipendono da molteplici fattori, inclusi clima e turismo, con l'eccezione del muflone, specie alloctona vulnerabile. Analisi tecniche suggeriscono che persino il solo incremento annuo dei cervi potrebbe soddisfare il fabbisogno dei lupi, rendendo improbabile un regresso delle popolazioni preda dovuto esclusivamente al canide.
La caccia e i grandi carnivori: tra cooperazione e conflitto
di Filippo Zibordi e Mauro Fattor
Il rapporto tra mondo venatorio e grandi carnivori è complesso e influenzato da fattori culturali e geografici. Sebbene alcuni cacciatori vedano i predatori come simboli della natura selvaggia, molti li percepiscono come concorrenti per gli ungulati o minacce per i cani da caccia.
Punti chiave emersi dalle ricerche:
- Percezione negativa: I cacciatori, insieme ai residenti rurali, mostrano spesso l'atteggiamento più critico rispetto a ambientalisti e abitanti urbani.
- Lupo vs Orso: Il lupo è la specie meno tollerata, considerato un competitore diretto. In Trentino, il 74% dei cacciatori ne lamenta un impatto negativo pesante sull'attività.
- Differenze culturali: A nord delle Alpi (Austria, Baviera), prevale una visione di 'allevatori di selvaggina' con bassa tolleranza. In Trentino si segue un modello di gestione più flessibile.
- Conoscenza: Mentre sull'orso le conoscenze sono omogenee (legata alla reintroduzione), sul lupo regna maggiore frammentazione circa la sua origine e presenza sul territorio.
Prevenzione di danni da grandi carnivori su animali domestici in alpeggio: un approccio sperimentale
di Giulia Ruffoni e Andrea Mustoni
Il Parco Naturale Adamello Brenta ha avviato un progetto sperimentale per la protezione dei bovini in alpeggio tramite Dissuasori Acustico Luminosi (DAL). Questi dispositivi elettronici, attivati da sensori di movimento o timer, emettono suoni e luci per allontanare orsi e lupi simulando la presenza umana. Testato in Val Rendena nell'estate 2025, il sistema mira a favorire la coesistenza tra grandi carnivori e attività zootecniche tradizionali. I primi risultati a Malga Plan sono incoraggianti, con l'allontanamento documentato di un lupo. La ricerca sottolinea che i DAL non sono una soluzione assoluta, ma uno strumento sinergico da integrare a recinti elettrificati e cani da guardiania, basandosi sulla collaborazione e l'esperienza dei pastori.