Nell'editoriale di Andrea Mustoni, responsabile della ricerca scientifica del Parco Naturale Adamello Brenta, la comunicazione sui grandi carnivori viene paragonata al lavoro di un contadino che semina in un campo arido. L'attività è spesso frustrante perché il Parco sceglie la via dell'equilibrio, rifiutando le semplificazioni populiste degli schieramenti ideologici 'pro' o 'contro' orsi e lupi.
Mustoni ribadisce che parlare di questi animali come creature selvatiche - con i loro aspetti positivi, negativi e le incertezze che ne derivano - è un dovere civico. L'obiettivo del Parco non è fornire una 'verità preconfezionata', ma offrire dati, ricerche e discussioni costruttive a chi desidera farsi un'opinione basata sui fatti e non sui 'sentito dire'.
In questo sesto numero de I Nuovi Fogli dell'Orso, l'attenzione si sposta sul rapporto tra i grandi carnivori e le altre specie selvatiche. Vengono posti interrogativi cruciali:
- In che modo il ritorno del lupo ha rinforzato le reti ecosistemiche?
- Quale sarà l'impatto numerico sulle prede naturali e l'eventuale competizione con i cacciatori?
- Qual è il sentimento della comunità locale in merito?
Secondo Mustoni, solo la ricerca scientifica e l'osservazione di medio periodo potranno dare risposte certe, superando le evidenze parziali. Il futuro della fauna selvatica dipende dalle opinioni delle persone, che inevitabilmente si traducono in azioni gestionali. Creare una cultura che sia a servizio dell'uomo nel rispetto della natura è, dunque, l'unico modo per garantire una coesistenza duratura.