Noi e i grandi carnivori: cosa ne pensa l'Associazione Cacciatori Trentini
di Filippo Zibordi e Mauro Fattor
Il presidente dell'ACT Matteo Rensi propone un approccio basato sul dialogo e sui dati scientifici per gestire la presenza di orsi e lupi. Se l'orso è percepito come un tema marginale, il lupo accende il dibattito poiché visto come competitore diretto che incide pesantemente sulle specie preda. Rensi segnala cali drastici nelle popolazioni di cervi e il quasi azzeramento del muflone. Pur favorevole al declassamento della protezione del lupo, l'ACT rifiuta abbattimenti indiscriminati, suggerendo invece un sistema di 'controllo' tecnico affidato a cacciatori formati. L'obiettivo è superare le contrapposizioni ideologiche attraverso collaborazioni con enti di ricerca per una gestione rigorosa e trasparente del territorio.
Cacciatori europei e lupi: strategie per una convivenza possibile
di Mauro Fattor
In Europa, la FACE rappresenta 7 milioni di cacciatori e collabora con istituzioni e ONG per ridurre i conflitti legati ai grandi carnivori. La strategia della federazione si fonda su una gestione attiva e flessibile che consideri le specificità socio-economiche regionali e l'accettazione sociale, necessaria per prevenire il bracconaggio. La FACE sostiene prelievi sostenibili e coordinamento transfrontaliero, condannando ogni abbattimento illegale. Nonostante la sintonia tra i vertici europei di cacciatori e ambientalisti, il dibattito locale rimane spesso polarizzato. Emerge un divario culturale: il nord Europa vede la caccia come 'allevamento di selvaggina', mentre nel sud latino prevale la difesa dello spazio civile dal selvatico.