Proteggere il lavoro degli allevatori e la biodiversità del territorio: è questo il cuore del progetto del Parco Naturale Adamello Brenta. Attraverso l'uso di dissuasori acustico-luminosi, il Parco sta testando modalità d'avanguardia per prevenire i danni da grandi carnivori.
Non si tratta di una semplice installazione, ma una ricerca scientifica condotta con il Servizio Faunistico e Servizio Foreste e l'Associazione AnaRe. La sfida è capire come orsi e lupi reagiscono a stimoli sonori e visivi variabili, una sperimentazione mai tentata prima con questa combinazione di specie.
Le 3 regole del progetto:
- nessun disturbo per il bestiame: i dissuasori sono tarati per non attivarsi al passaggio degli animali al pascolo, che si abituano rapidamente alla loro presenza senza stress.
- imprevedibilità: grazie a suoni modulabili (estratti da schede SD) e spostamenti frequenti, i predatori non riescono a 'imparare' il segnale, mantenendo alta l'efficacia della dissuasione.
- controllo totale: una griglia di fototrappole circonda l'area per studiare il comportamento dei selvatici e garantire la massima precisione scientifica.
Come funzionano i dissuasori?
I dispositivi sono posizionati lungo il perimetro dei pascoli e operano secondo criteri precisi:
- rispetto del benessere animale: grazie a una fase di adattamento graduale, il bestiame non viene disturbato dalle attivazioni.
- contrasto all'assuefazione: per evitare che i predatori si abituino, i dispositivi emettono suoni sempre diversi (sirene, rumori metallici, attività umane) e vengono periodicamente spostati.
- monitoraggio costante: l'efficacia del sistema è verificata tramite una rete esterna di fototrappole che monitora i movimenti dei grandi carnivori nell'area.
Leggi l'articolo uscito sul Giornale delle Giudicarie
Guarda il video che ritrae la reazione di un lupo al dissuasore

