Si è tenuto in Austria, dal 15 al 17 settembre scorsi presso il Parco Nazionale degli Alti Tauri, il kick-off meeting del nuovo progetto Interreg “AfterAlpineIce”.
L'iniziativa è cofinanziata al 75% dall’Unione Europea attraverso il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e per il restante 25% da UN cofinanziamento pubblico nazionale.
Il progetto è focalizzato sullo studio e sulla comunicazione delle aree recentemente deglacializzate e degli effetti a esse connessi. Avrà una durata di tre anni (da settembre 2026 all'estate 2029) e si concluderà con l'evento finale di presentazione dei risultati che verrà ospitato proprio dalla nostra area protetta.
Durante i tre giorni di incontro, il lead partner ALPARC ha coordinato i lavori tra i vari partner progettuali, che comprendono parchi e centri di ricerca ben distribuiti lungo tutto l'arco alpino. Ciascun ente ha presentato i propri siti pilota di monitoraggio, evidenziandone caratteristiche, peculiarità, criticità e le prime linee guida operative.
All'interno del nostro Parco sono stati individuati due siti pilota:
- il primo riguarda la zona della Vedretta d'Amola (con il Ghiacciaio Nero e il Rock Glacier d'Amola), dove l'intenzione è avviare un monitoraggio di tipo climatico associato all'applicazione della metodologia del progetto BioMiTi (già svolto in Brenta), per studiare sia la componente biotica che abiotica delle zone periglaciali;
- il secondo sito riguarda invece l'Alta Val Genova, dove è previsto un monitoraggio meteo-climatico e morfodinamico (anche attraverso l'installazione di webcam ad alta risoluzione) dei ghiacciai della Lobbia e del Lares. Questo sistema permetterà di osservare in continuo l'evoluzione dei corpi glaciali e l'innesco dei processi d'instabilità di versante — come i fenomeni di colata detritica (debris flow) — che interessano il fondovalle sotto Cima Busazza e Cima Cercen, in Alta Val Gabbiolo. Oltre alla raccolta dati, per questo sito si intende valorizzare la componente comunicativo-didattica: le immagini ad alto impatto visivo documenteranno l'arretramento glaciale (iceloss) e la conseguente mobilitazione dei sedimenti dovuta all'innalzamento delle temperature.
Il paternariato del progetto è composto da ben 12 realtà:
- ALPARC: Rete delle Aree Protette Alpine (Réseau des Espaces Protégés Alpins) — Savoia, Francia
- ASTERS: Conservatorio degli Spazi Naturali dell'Alta Savoia (Conservatoire d'Espaces Naturels de Haute-Savoie) — Alta Savoia, Francia
- RNF: Riserve Naturali della Francia (Réserves Naturelles de France) — Côte-d'Or, Francia
- NPB: Parco Nazionale di Berchtesgaden (Nationalpark Berchtesgaden) — Berchtesgadener Land, Germania
- NPJP: Parco Naturale delle Prealpi Giulie (Naturpark Prealpi Giulie) — Udine, Italia
- PNAB: Parco Naturale Adamello Brenta — Trento, Italia
- PNGP: Parco Nazionale Gran Paradiso — Torino, Italia
- CIPRA Lab: CIPRA Lab GmbH (Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi) — Rheintal-Bodenseegebiet, Austria
- NPHT: Parco Nazionale Alti Tauri (Nationalpark Hohe Tauern) — Osttirol (Tirolo Orientale), Austria
- TNP: Parco Nazionale del Triglav (Triglavski Narodni Park) — Gorenjska (Alta Carniola), Slovenia
- WSL: Istituto federale svizzero di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio — Vallese, Svizzera
- SAJA: St. Antonio de Jagny / Associazione/Centro di ricerca alpino — Vallese, Svizzera