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Carta Europea del Turismo Sostenibile

Nel settembre del 2022 il Parco Naturale Adamello Brenta ha ottenuto per la quarta volta consecutiva la validazione della Carta Europea del Turismo Sostenibile, presso la prestigiosa sede del Parlamento europeo a Bruxelles, uno dei pochi parchi europea d avere raggiunto un traguardo simile.

La CETS è un metodo di governance partecipata per promuovere il turismo sostenibile e strutturare le attività delle aree protette in ambito turistico e per favorire, attraverso una maggiore integrazione e collaborazione con tutti i soggetti interessati, compresi gli operatori turistici locali, l'elaborazione di un'offerta di turismo compatibile con le esigenze di tutela della biodiversità nelle Aree protette. La CETS viene assegnata da Europarc Federation. In Italia, la metodologia CETS è promossa da Federparchi che cerca di coinvolgere gli Enti gestori nell'acquisizione, nel monitoraggio e nel mantenimento di questo prestigioso riconoscimento.

Il Parco ha ottenuto la CETS per la prima volta nel 2006, tra i pionieri italiani di questo progetto, rivalidato nel 2012, 2018, 2023. Ogni volta sono stati condotti diversi processi partecipativi a cui hanno partecipato centinaia di realtà locali, enti territoriali, associazioni, liberi cittadini con cicli di incontri in tutta l'area del Parco. Dagli incontri sono sempre emerse interessanti idee che hanno permesso di elaborare documenti programmatici molto concreti.

Dal 2006 la Carta europea è stata per il Parco uno strumento per creare una fitta rete di relazioni e di attuare idee che poi hanno segnato l'intera offerta turistica del Parco. Progetti di successo come i circuiti Dolomiti di Brenta Bike e Dolomiti di Brenta Trek oppure il taccuino 'Un'estate da Parco' e il progetto di partnership imprenditoriale Qualità Parco sono nati grazie alla Cets.

Oggi sono oltre 50 i parchi italiani insigniti di questo riconoscimento. A livello europeo si contano oltre 200 aree protette in 13 paesi.

Obiettivi e metodologia

La Carta nasce con l'obiettivo ambizioso della Carta è quello di far dialogare insieme, per condividere un progetto, i gestori del Parco, gli enti territoriali coinvolti nel suo territorio e le aziende turistiche locali. Un obiettivo di certo ambizioso!
L'adesione alla carta europea permette al territorio di armonizzare e valorizzare le forme di economia presenti e di garantire un'adeguata qualità della vita della popolazione locale. Rappresenta un 'laboratori di buone pratiche' legate alla sostenibilità, luoghi nei quali sperimentare progetti innovativi che possono costituire un modello anche al di fuori del perimetro del territorio tutelato.

La CETS si compone di Tre parti cronologicamente conseguenti:

  1. La Parte I viene concessa da Europarc Federation alle Aree Protette Europee che si impegnano a definire, in collaborazione con stakeholder locali, un Piano di Azione per il Turismo sostenibile. Il Piano è sviluppato su un periodo di cinque anni e viene aggiornato ed integrato nella fase di rinnovo della Carta.
  2. La Parte II consente ai Parchi di certificare direttamente strutture locali (qualcosa di simile al Marchio di qualità del Parco). La metodologia per la Parte 2 è stata definita da Federparchi ed approvata da Europarc e viene adattata, per quello che riguarda i disciplinari di attività, in funzione delle diverse esigenze e caratteristiche locali.
  3. La Parte III CETS prevede, infine, il coinvolgimento di Tour Operator (o soggetti analoghi) in grado di costruire e vendere proposte turistiche in aziende certificate (CETS Parte 2) che operano in Aree Protette certificate (CETS Parte 1). I Tour Operator sono individuati dalle Aree Protette e vengono ufficialmente riconosciuti, a livello nazionale, da Federparchi. Sinora la Parte 3 CETS è stata avviata in Italia (nel nostro parco), Francia ed in Spagna.

Motivazioni che hanno spinto in Pnab ad aderire alla Carta

La Carta Europea del Turismo Sostenibile (CETS) assume un valore unico per il Parco, modellandosi sulle sue caratteristiche naturali, sociali e gestionali. L'adesione alla CETS nasce da tre esigenze chiave:

  1. Tutela nelle aree ad alto impatto: rispondere alle preoccupazioni ambientali dei residenti nei comuni segnati da impianti sciistici ed espansione edilizia.
  2. Opportunità di sviluppo marginale: valorizzare i territori a basso flusso turistico, dove il Parco è visto come un motore economico e un'opportunità priva di conflitti istituzionali.
  3. Coinvolgimento e rete locale: superare la sola comunicazione diretta verso i turisti, creando con la CETS uno spazio permanente di confronto con operatori, istituzioni e comunità locali.

Il turismo è il principale driver socio-economico della zona: gestirlo in chiave sostenibile permette al Parco di preservare l'ambiente, sostenere le economie tradizionali e migliorare la qualità della vita dei residenti, sensibilizzando tutti gli attori del territorio.

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