La Val di Fumo si raggiunge dalla Val del Chiese, nei pressi di Pieve di Bono. È introdotta dalla Val di Daone, grandiosa porta d’ingresso meridionale del Parco, che conduce dai soleggiati terrazzi collinari ricamati dalla vite e dal castagno fino al regno dei ghiacciai dell’Adamello.

Come si raggiunge

Da Tione si segue la strada statale n. 239 del Caffaro in direzione di Pieve di Bono fino a Lardaro; usciti dall’abitato si devia sulla destra per Praso-Daone.

Per chi proviene da Brescia, lo svincolo è appena dopo la frazione Agrone di Pieve di Bono. Si entra così in Val Daone. La strada asfaltata si inoltra per 17 km, attraversando Vermongoi, Limes, Pracul, Boazzo. Superato il lago artificiale di Malga Boazzo si entra in Val di Fumo e, seguendo la strada, si prosegue fino al lago artificiale di Malga Bissina.

Alla scoperta della valle

Dal lago di Malga Boazzo si sale alla spianata di Nudole con la sua malga. Poco sopra si stacca il sentiero per il Lago di Campo ed il Passo omonimo che scende in Val Saviore.

L’uomo, costruendo per scopi idroelettrici la diga del lago artificiale di Malga Bissina terminata nel 1958, ha ridisegnato il paesaggio e l’ambiente originale di una parte della valle.

Oltre il bacino di malga Bissina l’ambiente alpestre riacquista la propria originalità; nel fondovalle scorrono le acque del Chiese interrotte da suggestive cascate.

Dominati dal profilo del Carè Alto e del Corno di Cavento, si sale dolcemente verso la Conca delle Levade, dove si erge la seraccata di Fumo, che continua nella Vedretta della Lobbia. Dal rifugio Val di Fumo (45 minuti dal lago di Malga Bissina) si affrontano le ascensioni al Carè Alto (dalla cresta est), le traversate sui ghiacciai delle Lobbie e dell’Adamello e nelle valli laterali; luoghi dove si possono ancora incontrare numerose testimonianze della Grande Guerra (Passo San Valentino, Passo delle vacche, Cresta Croce, Cavento). Quasi al confine tra la Val Daone e la Val di Fumo, all’altezza del Lago artificiale di Malga Boazzo, si staccano, rispettivamente sulla destra e sulla sinistra, la Val Danerba e la Val di Leno, due valli alpine selvagge e appartate, ricche di acque che scendono verso il bacino di Boazzo formando suggestive cascate (particolarmente maestosa quella di Leno).

L’origine più probabile del toponimo Fumo deriverebbe da “Valle dei Fini” (finis = confine), per la posizione della valle sulla linea di confine tra Trentino e Lombardia. Secondo altre fonti si spiegherebbe con il fumo degli incendi appiccati dai pastori per creare nuovi pascoli.

L’ambiente

Esempio superbo di modellamento glaciale, la Val di Fumo si allunga nel settore centro-meridionale del Gruppo dell’Adamello ed è una tra le più suggestive valli dell’Arco alpino. È delimitata, sulla destra, dalle cime del sottogruppo del Carè Alto (Crozzon di Lares, Corno di Cavento, Denti del Folletto, Carè Alto, Cop di Casa, Cop di Breguzzo e Cima Valbona) e, sulla sinistra, dal crinale di confine tra Trentino e Lombardia (dal Monte Fumo alla Cima Buciaga fino al Monte Re di Castello).

Con il nome di Val di Fumo si individua il tratto superiore della Val Daone (le due valli, insieme, si sviluppano per 24 km e sono la più estesa convalle abitata del Trentino), che dal lago artificiale di Malga Boazzo si allunga in direzione nord fino alla Conca delle Levade e termina sulle seraccate che scendono dalla Vedretta di Fumo, dove il fiume Chiese ha le sue sorgenti. Dal tipico profilo ad “U”, la Val di Fumo è costituita prevalentemente dalle rocce intrusive tipiche dell’Adamello: graniti e granodioriti (tonalite).

Al potente modellamento esercitato dai ghiacciai, che hanno inciso gradini, vallette sospese e circhi glaciali minori (Cop di Breguzzo), si sono aggiunte azioni erosive più recenti che hanno formato sul fondovalle uno straordinario ed espressivo paesaggio. Dal punto di vista naturalistico nella Val di Fumo è presente una estesa oasi di pino cembro, sviluppatasi su uno strato arbustivo di rododendri. Sono inoltre presenti alcuni endemismi floristici (del genere Primula e Melampyrum). L’estensione e le varietà geologiche presenti (rocce sedimentarie, vulcaniche e metamorfiche, depositi alluvionali) rendono la Val di Fumo estremamente interessante sotto l’aspetto biologico. La fauna è qui rappresentata dalle specie tipiche presenti nel Parco: alle quote più alte si muove in consistenti branchi il camoscio; inoltre non mancano caprioli, marmotte, lepri, l’aquila reale e infine, nelle acque dei laghi e nei numerosi torrenti, anche trote e salmerini.

Share This