Biologia

Come è fatto

femmina adulta di orso bruno (G.Volcan)

Femmina adulta di orso bruno foto Gilberto Volcan

L’orso è un animale imponente e massiccio, dotato di una folta pelliccia bruna, a volte con riflessi nerastri in contrasto con zone più chiare. I piccoli hanno generalmente un collare di peli biancastri che scompare verso il secondo anno d’età. L’orso è un plantigrado, cioè un animale che si muove appoggiando sul terreno l’intera pianta della zampa, dotata di ampi cuscinetti digitali e di robusti unghioni non retrattili. La sua vista è mediocre, mentre l’olfatto e l’udito sono molto sviluppati. Le sue dimensioni sono: lunghezza da 130 a 250 cm, altezza al garrese da 75 a 120 cm. Il suo peso varia tra 50 e 150 kg per le femmine e tra 70 e 300 per i maschi. I piccoli alla nascita pesano 200-300 grammi.

Grafico a torta che rappresenta la dieta dell'orso in Trentino

Grafico a torta che rappresenta la dieta dell’orso in Trentino

Cosa mangia

Nonostante appartenga all’ordine dei carnivori, l’orso bruno va  considerato onnivoro e i vegetali costituiscono, in Trentino, più del 60% degli alimenti consumati. La parte restante della dieta è costituita da insetti (principalmente formiche e api) e da resti di animali trovati morti e solo molto raramente predati. L’opportunismo alimentare dell’orso si manifesta anche nella sua capacità di adattare la dieta nel corso dell’anno, in base alla disponibilità stagionale. In primavera buona parte della dieta è composta da germogli, foglie di arbusti, gemme e frutti di bosco maturati l’autunno precedente. In questa stagione un altro alimento sono le carcasse di ungulati selvatici morti durante l’inverno. In estate aumenta il consumo di infiorescenze, erba, foglie, frutta selvatica ma anche di insetti. In questa stagione le vecchie ceppaie, i formicai e i vespai subiscono le maggiori devastazioni. In autunno, periodo critico poiché precede l’ibernazione ed è caratterizzato dalla cosiddetta “iperfagia”, ossia la tendenza a passare la maggior parte del tempo nutrendosi, la dieta è ancora più varia. Vi si aggiungono infatti mele e pere dai frutteti, il mais e la frutta secca come le faggiole, ad elevato potere calorico.

Dove vive

Sulle Alpi l’orso predilige vaste foreste ricche di sottobosco, in cui trova la necessaria tranquillità e gli alimenti di cui si ciba. Si trova soprattutto nella fascia di altitudine compresa tra i 700 ed i 1800 metri s.l.m. Ma può stanziare anche a quote più basse o transitare a quote molto elevate.

Il lungo inverno

tana di orso bruno (A.Caliari)

Tana di orso bruno (A.Caliari)

L’orso trascorre solitamente la stagione invernale (novembre-marzo) in stato di semi-letargo o “ibernazione”, all’interno di una tana invernale.
Generalmente le tane sono ricavate in piccole grotte naturali, a volte allargate ed adattate dall’orso. Più raramente vengono direttamente scavate nel terreno. L’ingresso è spesso poco visibile e di dimensioni ridotte rispetto alla mole dell’animale. All’interno l’orso si prepara solitamente un confortevole giaciglio a forma di nido, utilizzando foglie, erba, sterpaglie e ramoscelli.
Durante lo svernamento il plantigrado cade in un profondo torpore e la temperatura corporea si abbassa. Il metabolismo rallenta e l’animale consuma lentamente le scorte di grasso che ha accumulato nel corso dell’autunno. Il letargo non è però assoluto, a volte l’orso può uscire dalla tana per brevi periodi, nelle ore più calde della giornata. Se disturbato l’animale abbandona il ricovero ed è costretto a reperirne uno d’emergenza.

Per approfondire scarica gratuitamente l’ultimo volume dei “Documenti del Parco – Dal rapporto con l’uomo alle strategie di svernamento: le ultime ricerche del Parco Naturale Adamello Brenta per l’orso.pdf” e cerca “Sezione II – Progetto Monitoraggio Tane”.

Il comportamento

L’orso bruno è notoriamente un animale dall’indole solitaria. Ad eccezione di particolari momenti dell’anno e con nette differenze di comportamento in relazione all’età  e alle caratteristiche dell’ambiente, non ha un’intensa vita di relazione.
Schivo, diffidente e solitario, è estremamente difficile da incontrare. Al contrario di quello che si pensa, non è aggressivo e non attacca, se non quando pensa di essere in pericolo e non ha altre vie di fuga.
Animale prevalentemente crepuscolare e notturno, spesso utilizza le ore del giorno solo per riposarsi, alternando fasi di immobilità a piccoli spostamenti. Per questo motivo, la scelta dei giacigli diurni e la possibilità di trovare aree indisturbate nelle quali passare le ore di riposo sono molto importanti.
E’ probabile che, a causa soprattutto della persecuzione umana, gli orsi abbiano adattato il loro comportamento in maniera tale che gran parte della loro attività venga svolta nelle ore notturne o crepuscolari. Sfruttano quindi la protezione offerta dal buio. In natura l’orso può vivere fino a circa 20-25 anni (max 30). Mentre in cattività anche più a lungo, ma in rari casi può superare i 50 anni.

La riproduzione

due cuccioli di orso (Fedrizzi)

Due cuccioli di orso foto Fedrizzi

Sulle Alpi, il periodo degli amori è tra maggio e luglio. In questo periodo si formano le coppie, mentre nel resto dell’anno gli animali vivono solitari. Gli orsi, sia maschi che femmine, sono maturi sessualmente a partire dai 4-6 anni di età. La gestazione dura dai 7 agli 8 mesi e gli orsetti, da 1 a 4, solitamente 2, nascono in gennaio-febbraio, all’interno della tana. Alla nascita sono molto piccoli (pesano solo 200-300 grammi), hanno gli occhi chiusi e sono privi di pelo. La loro crescita nei mesi successivi è molto rapida; in maggio-giugno il loro peso sarà già di 5-6 kg. Le cure parentali sono lunghe: i piccoli restano infatti con la madre solitamente per 2 anni, ma a volte anche di più. Per questo motivo un’orsa partorisce solitamente solo ogni 2 o 3 anni.
Il lungo periodo che i giovani orsi trascorrono con la madre è fondamentale per conoscere i comportamenti e le abitudini della madre che risulteranno assai utili per il loro futuro. E’ così che imparano, ad esempio, dove ricercare il cibo e di quale alimenti nutrirsi, la scelta del sito e del periodo di svernamento ed anche ad aver timore dell’uomo.

Le tracce

impronte di orso (C.Groff)

Impronte di orso- foto Claudio Groff

La presenza dell’orso, animale difficilissimo da osservare, può essere testimoniata da numerose tracce quali orme, escrementi, resti di pasti od altri particolari che indicano il suo passaggio. Nella maggior parte dei casi un’osservazione attenta evita la confusione con altre specie animali e fornisce la certezza che il plantigrado frequenti o abbia frequentato una particolare area. Dalle caratteristiche delle orme che normalmente si ritrovano sul terreno, si deduce che l’orso si muove generalmente al trotto o al passo incrociato, comune fra i mammiferi. Spesso però mostra un’andatura particolare detta “dondolante”, muovendo quasi contemporaneamente la zampa anteriore e posteriore dello stesso lato. Dai necessari spostamenti di peso verso destra e sinistra si produce il tipico dondolante e quasi comico “passo dell’orso”. Questo passo è però sorprendentemente efficace e in ogni caso più rapido del passo normale di un essere umano. Più raramente l’orso si muove correndo o galoppando e su brevi distanze raggiunge velocità fino a circa 45 km/h.

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