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Continua in maniera costante l’impegno del Parco nella profusione di informazioni circa le norme comportamentali di frequentazione delle aree dove è presente l’orso bruno; ed è infatti proprio di questi giorni l’uscita del documento “Uomo-Orso. Gestire gli incontri”.

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L’ormai rilevante presenza dell’orso bruno nel Parco Adamello Brenta, e più in generale in Trentino, impone una sempre maggiore attenzione nei confronti dei rapporti con l’uomo e delle sue attività. Anche per questo motivo e per favorire la crescita di una “cultura dell’orso”, il Parco ha voluto, tra le altre iniziative proposte, realizzare un testo utilmente esaustivo per dare suggerimenti a tutte le persone che a vario titolo si trovano a condividere gli spazi naturali con il plantigrado.

La volontà non è stata quella di realizzare un manuale riportante solo elementi essenziali ma piuttosto i suggerimenti portati dalla pubblicazione on line “Uomo e orso: gestire gli incontri” scendono in un dettaglio notevole analizzando una vasta gamma di possibilità che, pur non avendo un carattere esaustivo, permettono al lettore una traccia approfondita di come comportarsi per ridurre le possibilità che un eventuale incontro si trasformi in un’aggressione.

Lynn Rogers, studiosa nordamericana di orsi, sostiene che “la cosa migliore che le persone possono fare per gli orsi sia sostituire le idee sbagliate con i fatti”. Per analogia, in un contesto antropizzato come le Alpi, si può sostenere anche che sostituire le “credenze e le false verità” con la descrizione dei fatti possa essere la strada più corretta per aiutare le persone che vivono nelle aree frequentate dagli orsi e che hanno il diritto di continuare a farlo nella massima tranquillità possibile.

In questo contesto il testo prodotto dal Parco si propone di dare suggerimenti utili per comprendere come comportarsi e quali siano le azioni più utili da mettere in pratica nelle diverse situazioni, nella consapevolezza che non si possono dare regole di comportamento “assolute” e capaci di garantire in maniera assoluta la nostra incolumità, ma più semplicemente linee guida utili ad abbassare il più possibile il rischio di un’aggressione e criteri orientativi pur non contemplando l’intera gamma delle possibilità di incontri uomo/orso.

Il Presidente Walter Ferrazza :“abbiamo il preciso dovere di dare risposte immediate e concrete poiché oggi, comunque la si pensi, gli orsi sono presenti ed è provato che esiste una correlazione diretta tra la conoscenza di come comportarsi e la diminuzione del rischio nel momento in cui li si incontra. Ovviamente questo è solamente uno degli strumenti che stiamo mettendo a disposizione ed ognuno di essi è il frutto di approfondimenti rigorosi e lontani dagli estremismi che non fanno che ingenerare comunque una visione distorta dei plantigradi e del loro rapporto con l’uomo. Non posso non continuare a ricordare infine che, al di là delle iniziative che stiamo divulgando, il grado di pericolosità dipende molto dalle caratteristiche individuali dell’orso che si incontra ed è pertanto utile fare profonde riflessioni sulla gestione degli orsi “problematici”. Tali orsi sono rari e la loro rimozione sistematica potrebbe portare ad una diminuzione diretta del numero di orsi pericolosi sul territorio e a interrompere quelle linee genetiche e di apprendimento madre-cucciolo che nel tempo portano ad un aumento della percentuale di individui problematici.”

Scarica il documento qui: UOMO e ORSO – GESTIRE GLI INCONTRI

 

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