fbpx

Con la sua voce chiara e sonora e l’indubitabile passione per la ricerca storica, Ennio Lappi ha presentato sabato a Villa Santi, ad una sala gremita, la sua ultima fatica dal titolo Una villa tra le “Montagne”. Storia di “Villa Santi”, edito per la collana ParcoGrafie.
Introdotto dal sindaco di Montagne Michela Simoni, da Presidente e Direttore del Parco, Antonio Caola e Roberto Zoanetti, e da colui che ha creduto con determinazione nella potenzialità di Villa Santi, Claudio Ferrari, direttore per 10 anni del Parco, l’autore ha regalato una brillante e spiritosa spiegazione di una storia in cui serve un pizzico di concentrazione per non perdersi qualche passaggio genealogico.

Dai Serafini da Favrio, ai Giovanella da Larzana, passando per i Simoni, gli Artini e i Bertolini, il “palazzo”, come era chiamata in passato Villa Santi, è appartenuta nei secoli a grandi famiglie locali, con la sola eccezione degli anni dal 1931 al 1950 in cui fu di proprietà della famiglia Maffei Gueret di Pinzolo, di cui l’alpinista Clemente fu l’esponente più noto.
Nata come casa da mont, tra le molte funzioni che ha avuto, nel tempo Villa Santi ha conservato le sue caratteristiche di ruralità e ospitalità, che hanno fatto cadere su di lei l’indovinata scelta di trasformarla nel centro di interpretazione ambientale del Parco.

La attenta ristrutturazione, il coinvolgimento dei residenti, l’ospitalità pacata a turisti consapevoli, il ritorno dei prati pascolati dalle razze rare dei parchi, il recupero delle antiche tradizioni e dell’uso delle risorse, spiegati nei laboratori didattici, contribuiscono oggi a sostenere e confermare il messaggio di educazione alla sostenibilità che il Parco intende lanciare a chi arriva a Villa Santi.

“Villa Santi ha mantenuto tenacemente il legame con il territorio e con la comunità di Montagne che – si augura il Presidente Caola – possa sentirsi proprietaria della casa e la possa vivere e animare sempre di più, sfruttandone gli ambienti e le peculiarità, per esempio come centro di aggregazione per i giovani. E’ necessario trovare delle forme di collaborazione con la popolazione locale per la gestione di Villa Santi. Questa è una scommessa per i prossimi anni che intendo estendere anche alle altre Case del Parco situate nell’area protetta.”.

Share This