All’interno del Parco vi sono più di trenta malghe oggi ancora monticate e, da alcuni anni, insieme a un nucleo di operatori, tra cui l’Associazione A.N.A.Re. (Associazione Nazionale Allevatori Bovini di Razza Rendena), l’Unione Allevatori Rendena, l’ApT Terme di Comano e Dolomiti di Brenta, l’ApT Val di Non, l’ApT Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena e le amministrazioni proprietarie delle malghe, il Parco crede nella necessità di valorizzare questo patrimonio pascolivo, intriso di importanza sotto il profilo paesaggistico ma soprattutto identitario.

Sull’onda di queste consapevolezze, è presentata ormai da qualche anno l’iniziativa “Sugli alpeggi del Parco”, confermatasi anche nell’edizione 2011 una delle proposte più interessanti del nostro pacchetto di attività estive, con quasi 300 iscrizioni nei 24 appuntamenti fissati. La proposta riscuote sempre un buon successo grazie all’idea indovinata di unire svago e riflessione, per non ridurre l’obiettivo delle escursioni a una semplice “mangiata”.
Le giornate prevedono, infatti, facili camminate con l’accompagnamento degli operatori del Parco verso belle e suggestive malghe dove è possibile degustare prodotti “Qualità Parco”, come lo yogurt biologico o il miele, visitare l’alpeggio, incontrare il malgaro e rendersi così conto del significato della vita in montagna.

Il circuito di quest’estate ha toccato tre ambiti e nove malghe, tra cui malga Tuena, affacciata sulla val di Tovel, unica produttrice di formaggio marchiato “Qualità Parco”, malga Senaso di Sotto, in Val d’Ambiez, e sette malghe della Val Rendena. In queste ultime era previsto l’incontro con il malgaro, l’intervento dell’esperto dell’A.N.A.Re. sulle caratteristiche della razza Rendena e la visita guidata all’alpeggio. Alla Tuena e alla Senaso, invece, vi era un’attrazione particolare: la dimostrazione della “casarada”, attività che suscita curiosità anche su chi non vi assiste per la prima volta. 

Iniziative di questo tipo sono affascinanti per i turisti e, contemporaneamente, vitali per i conduttori delle malghe che ampliano così la propria offerta e sposano nuovi usi legati a forme di turismo ecocompatibile che possono rappresentare un’integrazione al reddito.

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