Speciale rivista “Piano Faunistico”

È stato distribuito in questi giorni, in allegato alla rivista “Adamello Brenta Parco”, il numero monografico del periodico dedicato al Piano Faunistico, secondo la revisione messa a punto dall’Ufficio Faunistico del Parco Naturale Adamello Brenta e approvata dalla Giunta provinciale il 16 novembre 2007. I pesci e gli anfibi, i rettili e gli uccelli, i galliformi, gli insettivori e i roditori, i chirotteri, le lepri, i carnivori e, infine, gli ungulati. Sono questi gli animali che, straordinaria risorsa delle nostre montagne, vivono nel Parco Naturale Adamello Brenta. Chi vuole conoscere meglio la fauna del Parco, scoprirne le caratteristiche principali, la distribuzione, gli habitat, la presenza numerica, ma anche i pericoli che minacciano le singole specie e le misure adottate per contrastarli e salvaguardare gli animali, troverà un valido strumento di conoscenza nel numero monografico della rivista “Adamello Brenta Parco” dedicato al Piano Faunistico e recapitato in questi giorni a tutte le famiglie dei 39 comuni dell’area protetta.  Il numero speciale propone una sintesi della revisione del Piano Faunistico (si tratta della prima revisione al Piano in vigore dal 1996) messa a punto dall’Ufficio Faunistico del Parco Naturale Adamello Brenta in collaborazione con l’Università degli Studi dell’Insubria (coordinamento scientifico), l’Istituto Agrario S. Michele all’Adige e il Museo Tridentino di Scienze Naturali.
Nell’edizione monografica, attraverso testi e tabelle, il lettore potrà facilmente comprendere come lo scopo principale del Piano faunistico non sia quello di porre ulteriori vincoli sul territorio quanto di valorizzarlo attraverso una serie di progetti che vogliono massimizzare i benefici derivabili dalla presenza della fauna.
Per ogni specie o gruppo vengono definiti tre ambiti di azione (comunicazione, conservazione e ricerca scientifica), quindi le misure riferite alle tre tipologie di ambito e la priorità (elevata, media e bassa di ogni misura). Ad esempio, per quanto riguarda l’aquila reale, sono stabilite misure di ricerca scientifica tra le quali, con priorità 1, la prosecuzione dell’attività di monitoraggio della popolazione presente. Per il camoscio sono invece fissate misure di conservazione, tra le quali il contenimento del muflone, specie aliena, soprattutto nell’ottica di una potenziale competizione con il camoscio, con il quale condivide i territori e le risorse alimentari.Il numero speciale della rivista ha l’obiettivo di informare sui contenuti della revisione del Piano e di condividere con tutti i lettori la strategia individuata dal Parco e dalla Provincia Autonoma di Trento per tutelare, utilizzare e valorizzare un patrimonio faunistico di assoluta rilevanza. Il Piano fornisce suggerimenti e individua priorità operative, definisce attività utili per la fauna e in casi di forte necessità vincoli e regolamenti. Infine tutela gli animali presenti nel Parco, soprattutto nei casi in cui presentano uno status preoccupante per numero di individui presenti e per l’esiguità del territorio occupato.“Il Piano faunistico – spiega il direttore del Parco Claudio Ferrari – è un importante momento di riflessione, utile per comprendere l’eccezionalità della nostra area e individuare le strategie per conservarla e valorizzarla il più possibile. In un’ottica moderna il Piano faunistico affronta le problematiche di conservazione tenendo conto sia degli aspetti di tutela sia di quelli socioeconomici connessi all’utilizzo compatibile delle risorse naturali. La pianificazione faunistica, e in senso più ampio quella ambientale, non possono prescindere dall’indissolubile legame uomo-territorio e dalle necessarie mediazioni che l’ambito sociale comporta”.

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