In queste belle giornate primaverili chi si addentra in Val Genova si accorge di nuovi apprezzabili interventi che il Parco Naturale Adamello Brenta ha fatto per migliorare la mobilità, soprattutto dei pedoni. Spicca su tutti una nuovissima passerella in legno sul Sarca nei pressi di Fontanabona con la quale è stato fatto un altro passo avanti nel progetto di completamento del percorso tematico dedicato alla Grande Guerra.
Proprio in questo punto la guida da poco presentata dal Parco “Il percorso della memoria nel Sistema Adamello Presanella – Ambito Val Genova” conduce alla scoperta dell’area di importanza strategica per l’esercito Austro-Ungarico in cui negli anni della Prima Guerra Mondiale si trovava lo “Sbarramento di Fontanabona”.
All’epoca, questo tratto fungeva da punto di controllo per chi saliva o scendeva e, ben predisposto ed armato, costituiva naturalmente la roccaforte contro gli italiani che fossero scesi dalla valle. Da qui partivano, su versanti opposti due linee difensive. Una, sulla destra orografica sviluppata verso Sud, era la cosidetta “linea degli Honved” che arrivava alla cima Pravecchio (2812 m) verso il Carè Alto. La seconda sulla sinistra orografica, si arrampicava verso nord sulla Cima Tamalè (2582 m) per proseguire poi verso il Cimon delle Gere (3015 m) e fino al Monte Gabbiolo (3458 m) vicino alla Presanella.
Ora mancano solo la segnaletica e i pannelli descrittivi dopodiché per quest’estate tutto il percorso sarà allestito per le visite.
La guida pone come punto di partenza l’Antica Vetreria di Carisolo (790 m) e in circa due orette di cammino risale la Val Genova ricalcando dapprima il Sentiero delle Cascate e nell’ultimo tratto il Sentiero della Pace per raggiungere la località Fontanabona (1092 m) dove prende il via un percorso a doppio anello, questo percorribile in un’oretta. Gli anelli risalgono uno su un versante e un sull’altro accennando tratti delle due linee difensive che sono oggi unite dalla nuova passerella. Si tratta di una meravigliosa passeggiata, dove la natura si propone in due versioni dal diverso fascino, in cui si potrà diventare scopritori delle tracce di una guerra terribile che il tempo e la vegetazione hanno tentato di nascondere.
Sulla destra un grande tappeto muschiato che crea uno scenario da fiaba lascia riconoscere i solchi delle trincee, i pianori dei baraccamenti, piccole conche che fungevano da depositi del rancio dei soldati e quel che resta delle case “matte”, ovvero piccole postazioni in cemento perfettamente mimetizzate dove è facile immaginare il soldato accovacciato che teneva d’occhio dalle feritoie i punti strategici della valle.
Sul versante opposto il paesaggio è diverso perché diverso è il bosco, più asciutto e aperto. Si risale anche in questo caso la montagna per un breve tratto e, passate altre trincee, caverne e terrazzamenti, si arriva su un punto da cui una postazione per mitragliatrice permette ancora adesso di vedere con facilità tutta l’area circostante e le cime più in alto.
Dappertutto qua e là si trovano ancora travi di legno, pezzi di metallo di stufe o coperture, vetri delle finestre, oggetti e scatolette di uso quotidiano.
Invitando i visitatori in questi luoghi, l’intento del Percorso della Memoria non è quello della celebrazione delle imprese militari ma quello della rievocazione degli estremi sacrifici che hanno dovuto sopportare soldati che erano prima di tutto uomini, con la loro storia, la famiglia, gli amori, le amicizie, le paure e le nostalgie. La guida e i pannelli posizionati fra poco accompagneranno il visitatore in questa lettura della Storia che il Parco aspira a commemorare.

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