La scorsa settimana è stato compiuto un grosso passo avanti nel percorso di rivalidazione della Carta europea del turismo sostenibile. A 5 anni dall’ottenimento del riconoscimento, venerdì 13 e sabato 14 aprile il Parco Naturale Adamello Brenta è stato sottoposto alla verifica da parte di Europarc Federation con la visita del dott. Paulo Castro, verificatore portoghese. Castro aveva il compito di valutare l’impegno del Parco in ambito di turismo sostenibile e soprattutto la bontà del percorso partecipato che ha portato alla definizione della Strategia 2012-2016 della Cets.
Questo processo si è svolto in 12 incontri tra il 2010 e il 2011, più la chiusura plenaria l’11 novembre scorso al Castello di Stenico, e ha coinvolto oltre 300 rappresentanti delle realtà socio-economiche di tutto il territorio del Parco tra amministrazioni comunali, comunità di valle, istituti comprensivi, associazioni di cultura e volontariato, associazioni degli imprenditori, aziende per il turismo, impiantisti e tutti i cosiddetti “stakeholders”. Attraverso tecniche di progettazione partecipata abbiamo condiviso una cinquantina di progetti che sono stati messi in agenda e saranno gli stimoli che muoveranno l’azione del Parco nei prossimi anni.
Castro è stato accolto giovedì sera da Presidente, Direttore e intera Giunta del Parco a Villa Santi dove ha iniziato subito la verifica visitando la casa rurale da poco restaurata e diventata sede delle attività di educazione ambientale.
Sempre accompagnato dal Presidente, Antonio Caola, dal Direttore, Roberto Zoanetti, e dalle referenti per il Parco, Ilaria Rigatti e Chiara Grassi, Castro ha incontrato venerdì prima a Strembo e poi a Madonna di Campiglio alcuni rappresentanti dell’ambito Giudicarie e Val di Sole e sabato a Molveno i rappresentanti dell’ambito Giudicarie esteriori, Paganella e Val di Non.
Da questi incontri è emerso quanto sia stata apprezzata la metodologia partecipata spinta dalla Carta Europea che ha permesso ai comuni di incontrarsi e di confrontarsi su un tema importante e vitale per le nostre zone, quale è il turismo, e ha coinvolto in questo confronto anche zone considerate marginali e periferiche come la val del Chiese e la bassa val di Non.
Tra i progetti della CETS più volte citati dai presenti vi sono il Dolomiti di Brenta Bike, di cui è stata riconosciuta la capacità di vivacizzare il turismo estivo, e quello dei “Sentieri facili” che il Parco sta conducendo con la collaborazione dell’Azienda per il Turismo Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena e i comuni della Val Rendena.
I privati hanno inoltre riconosciuto il lavoro per mantenere vitale il marchio “Qualità Parco”. Lo stesso Castro ha confermato che il Pnab è un caso isolato in questo senso perché iniziative di questo tipo sono molto difficili da mantenere in realtà molto piccole.
Purtroppo il meteo non ha favorito la visita sul territorio, ma Castro è riuscito a vedere anche alcuni segnali dei progetti realizzati dal Parco come le tabelle Dolomiti di Brenta Bike/Dolomiti di Brenta Trek nei centri abitati, la casa del Geoparco a Carisolo, la segnaletica nei comuni del Parco, gli impianti Fossil free (casa Geoparco, Villa Santi, sede Pnab), la segnaletica in val Genova, un espositore “Parola di Parco” presso la biblioteca di Ponte Arche, la Casa del Parco di San Lorenzo in Banale “C’era una volta” con il Signor Marco Baldessarri, volontario dell’università della terza età e infine il Centro Ittiogenico di Molveno.
Castro è ripartito domenica per visitare un’altra area protetta francese e si è detto soddisfatto del lavoro portato avanti dal Parco. L’esito della visita e l’eventuale rivalidazione della Carta Europea ci saranno comunicati non prima di settembre.

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