Il Trentino è un territorio altamente vocato alla naturalità.

Sono le nostre bellezze naturali che hanno attratto per secoli i viaggiatori di tutto il mondo, dai primi esploratori romanticisti, agli aristocratici rampolli dei Grand Tour europei, fino ai moderni turisti di oggi. Preziose testimonianze artistiche ci ricordano la meraviglia che sanno suscitare le Dolomiti e le vallate alpine così come l’aria pulita e i colori delle stagioni.

Le torri ed i pinnacoli delle Dolomiti hanno stregato Dèodat de Dolomieu, che nel XVII secolo, spinto dal desiderio di esplorare la natura, li ha attraversati in lunghi viaggi a piedi, dormendo sotto le stelle, per poi descriverne l’unicità nelle proprie pubblicazioni. Il naturalista Josiah Gilbert ed il pittore George Churchill, nella seconda metà del XIX secolo, pubblicarono il resoconto dei loro viaggi sulle nostre montagne con l’opera “The Dolomite mountains”, che divenne un capolavoro dell’alpinismo, elegantemente arricchito da splendide illustrazioni realizzate a mano.

I paesaggi del Garda hanno rapito centinaia di pittori da Albrecht Durer a Giovanni Segantini, fino ai pittori nordici Carl Friedrich Sorensen, Heinrich Adam, Carl Gustav Rodde, Albert Hertel e Joseph Hoffmann, per citarne solo alcuni.

Il fascino unico ed inimitabile del nostro patrimonio naturale è stato fortunatamente preservato nei secoli, grazie all’intelligenza e alla sensibilità dei nostri avi ma grazie anche alle scelte forti portate avanti da uomini visionari, con l’obiettivo di frenare lo sfruttamento del territorio.

Non è affatto casuale, bensì frutto di lungimiranti politiche territoriali, che, con i due Parchi naturali, la parte trentina del Parco Nazionale dello Stelvio e le dieci Reti di Riserve, il 33% della nostra provincia sia oggi “area protetta”.

Il sistema trentino delle aree protette, connotato dalla condivisione dei Parchi delle politiche ambientali con le Comunità locali e la nascita dal basso delle Reti di Riserve, attivate su base volontaria dai Comuni per valorizzare il patrimonio naturale, è considerato in Italia ed anche oltre ai nostri confini nazionali come un modello da imitare.

La virtuosità trentina nella gestione delle aree protette, connotata da politiche che spaziano dalla tutela attiva alla diffusione delle buone pratiche, da progetti scientifici di successo all’educazione ambientale, è unanimemente riconosciuta.

Accanto a questo dato oggettivo, se ne colloca un altro. Quello del turismo sostenibile. I suoi fondamenti sono l’integrità ambientale, la giustizia sociale e lo sviluppo delle popolazioni locali, ed è in rapida e maggiore crescita rispetto al turismo tradizionale.

Sempre più turisti (si stima il 61%) nella scelta delle località sono attratti dalla natura e dal paesaggio; prediligono strutture ecofriendly, che offrono prodotti locali e provenienti da agricoltura biologica. I viaggiatori sempre più spesso si interrogano sull’impatto del proprio viaggio sulla natura e sulla comunità locale (cementificazione e speculazione edilizia, inquinamento, iper affollamento, erosione del territorio) e si dichiarano disposti a spendere anche il 10/20% in più pur di non danneggiare l’ambiente.

Il Trentino ha tutti i requisiti per potere ambire a continuare a fare parlare di sé quale precursore di politiche turistiche sostenibili assolutamente innovative, incentrate sulla valorizzazione del nostro inestimabile patrimonio ambientale e sulle emozioni che esso sa trasmettere. Eventi ed iniziative che, imitando altri territori, magari privi di qualsiasi pregio naturalistico, non hanno alcunché di “esclusivo”, rappresentano, a mio avviso, un pericoloso passo verso la banalizzazione della montagna e la dequalificazione del nostro territorio.

Il recente annuncio dell’attivazione degli Stati generali della Montagna, inteso quale percorso partecipativo e di ascolto dei territori, permetterà, mi auspico, al sistema delle aree protette trentine di potere svolgere un ruolo importante di supporto, sensibilizzando amministratori e cittadini su quali siano i reali valori della conservazione, della sostenibilità.

Mediante il dialogo ed il coinvolgimento di tutti i portatori di interesse potremmo, in modo onesto e leale, confrontarci sulle future politiche di sviluppo socio-economico che non potranno in modo alcuno prescindere dalla tutela e dalla conservazione del nostro patrimonio naturale. Questo se l’obiettivo comune è quello di guardare anche al futuro del nostro Trentino.

Joseph Masè
Presidente del Coordinamento provinciale delle Aree Protette
Presidente del Parco Naturale Adamello Brenta / Adamello Brenta Unesco Global Geopark

 

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