Il progetto “Qualità Parco”, che riconosce, con l’omonimo marchio, gli hotel,  i campeggi e le strutture tipiche  (categoria che comprende affittacamere, agritur, bed & breakfast e rifugi escursionistici) gestiti rispettando l’ambiente,  ma anche i prodotti agroalimentari (miele e formaggio di malga) espressione di una spiccata identità territoriale, è sempre di più, attraverso il denominatore comune dell’attenzione agli equilibri ambientali, ponte tra due mondi: quello del turismo e quello dell’agricoltura.

Lo testimonia l’incontro tra i numerosi (oltre cinquanta) albergatori
e produttori “Qualità Parco” e di alcune prelibatezze enogastronomiche 
del territorio afferente al Parco tenutosi giovedì 20 novembre presso l’hotel “Bellavista” di Giustino.

Attorno ad una tavolata  imbandita con i prodotti certificati “Qualità Parco” – alcuni esempi di miele e formaggio di malga – ma anche con quelli “Selezionati dal Parco”, i titolari degli hotel hanno potuto apprezzare la gustosa bontà e la qualità di formaggi, salumi, frutta e vini prodotti nelle valli del Parco Naturale Adamello Brenta. E così, attraverso il dialogo diretto
con i produttori e l’assaggio di alcuni piatti preparati dallo chef Adolfo Artini, approfondire la conoscenza delle produzioni locali il cui impiego, da parte delle strutture del ricettivo, è uno dei requisiti necessari per ottenere il marchio “Qualità Parco”.

Oggi sono 35 le strutture certificate “Qualità Parco”, 22 alberghi, 3 garnì, 3 campeggi e 7 “strutture tipiche” dislocate in Val Rendena, Val Daone, Giudicarie Esteriori, “Busa” di Tione, Val di Non e Altopiano della Paganella-Molveno. 4, invece, le aziende agricole che hanno ottenuto il marchio “Qualità Parco” per le produzioni agroalimentari. Si tratta delle aziende di Faustino Maines (Dercolo di Campodenno), Cristiano Peterlana e Stefano Zambotti (Stumiaga-Fiavè) e Laura Lorenzetti (Giustino) che producono miele e della Società agricola Gruppo Malghe Tuenno che, presso Malga Tuena, produce, durante l’estate, il primo formaggio “Qualità Parco” certificato a settembre.

Il Parco, inoltre, è attento alla valorizzazione di un ricco paniere di prodotti espressione del territorio e contraddistinti da uno dei seguenti requisiti: iscrizione nell’Atlante dei prodotti tradizionali trentini, iscrizione nel registro delle produzione Dop e Igp, certificazione come provenienti da agricoltura biologica, riconoscimento come presidio slow food. Tra questi troviamo, ad esempio, lo yogurt biologico, i salumi della Val Rendena, la Ciuiga del Banale, la noce del Bleggio, il distillato di genziana, ginepro e imperatoria dell’azienda Boroni, la mela della Val di Non, la Spressa delle Giudicarie e il Casolet della Val di Sole, mentre a breve ci saranno anche il vino e la grappa “Kerner”, prodotti dalla Cantina di Toblino lavorando l’uva di alcuni vitigni coltivati nel Bleggio, e il nocino realizzato con le noci del Bleggio. A questi il Parco ha dato la possibilità di utilizzare lo specifico marchio “Selezionato dal Parco”.

“Attraverso la certificazione “Qualità Parco” dei prodotti agroalimentari – ha spiegato durante l’incontro il presidente del Parco Antonello Zulberti – abbiamo chiuso il cerchio della filiera tra albergatori e produttori agricoli del Parco, contribuendo a favorire l’integrazione tra i due settori e la valorizzazione delle tipicità”. “Il dialogo tra  settore ricettivo e mondo agricolo è indicato da tutti come strategico per migliorare la qualità del turismo – ha aggiunto il direttore Claudio Ferrari – e il progetto “Qualità Parco” è un esempio concreto di marketing territoriale che unisce qualità e tipicità”.

Tra breve è previsto l’ingresso nella famiglia “Qualità Parco” di altre aziende agricole produttrici di miele e formaggio.
 

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