Si è svolta ieri, 14 aprile, alle ore 11.00 presso la Casa natura Villa Santi sul Comune di Montagne (TN), la cerimonia per la firma del Protocollo d’Intesa tra il Parco naturale Adamello Brenta e il Parco dell’Adamello.

Il Presidente Caola e il Direttore Zoanetti con buona parte della Giunta hanno accolto in Trentino una ampia delegazione degli amici bresciani guidata dal Presidente Corrado Tomasi e dal Direttore Dario Furlanetto. Lucio Sottovia, Direttore dell’Ufficio biotopi e conservazione della natura, ha portato i saluti dell’Assessore all’ambiente Pacher, impegnato a Roma con il Presidente Dellai.
Presenti, tra gli altri, Daniele Bertolini, assessore del Comune di Montagne, a fare gli onori di casa, Ugo Pellizzari, sindaco del Comune di Daone, Alberto Tosa, sindaco di Saviore dell’Adamello, Silvio Marcello Citroni, sindaco di Cevo, Simona Ferrarini, Assessore alla Cultura e all’Istruzione della Comunità Montana di Valle Camonica, Presidente del Distretto Culturale di Valle Camonica  nonché vicesindaco di Breno, Fabrizia Caola per l’Apt Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena, Matteo Motter, presidente del Museo della Guerra di Spiazzo, Marco Gramola per il Comitato storico della SAT.

“Sono molto contento – ha introdotto Caola – di essere arrivato a questo momento di firma ufficiale di un atto che ritengo veramente di importanza strategica per due parchi che di fatto tutelano e proteggono due versanti della stessa montagna, come richiamano proprio le nostre denominazioni molto simili.
In passato ci sono state delle collaborazioni positive, come per il progetto di reintroduzione dello stambecco a metà degli anni ’90. Già allora si era parlato della possibilità di siglare un accordo ufficiale tra due parchi che presentano caratteristiche territoriali, storico-culturali, faunistiche e turistiche speculari ma si è concretizzato solo oggi che si è raggiunto un buon livello di gestione territoriale e turistica grazie anche all’acquisizione della Carta Europea del Turismo Sostenibile, promossa da Europarc Federation.”
Aggiunge Tomasi: “E’ innegabile che pur vivendo in luoghi differenti, le genti di montagna si somiglino caratterialmente. Con le stesse risorse e le stesse capacità di sfruttarle, fare rete diventa la chiave di lettura per rafforzarsi, per cementare un rapporto e diventare operativi sulla strada dello sviluppo.”

Il protocollo prevede la realizzazione di una serie di attività volte a promuovere e valorizzare i rispettivi territori con comunità di intenti e con attività coordinate anche nell’ottica di un reciproco risparmio come materiale promozionale comune, lo stesso regolamento dell’uso delle motoslitte in quota,  compartecipazione alle celebrazioni dei 100 anni dalla Grande Guerra, la realizzazione del grande anello dell’Adamello, prevedendo collegamento e segnaletica comune tra le alte vie a nord e a sud, collaborazioni nei monitoraggi faunistici.
In virtù di questo patto, i due parchi costituiranno un “Tavolo Tecnico” al quale competerà l’indirizzo delle attività che sarà formato dai due rispettivi Direttori e dai loro collaboratori di volta in volta interessati agli argomenti da sviluppare comunemente.
Gli organi esecutivi dei due Parchi si riuniranno in seduta congiunta almeno due volte all’anno ospitandosi reciprocamente.

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