Sono ricominciati, a cura del Parco Naturale Adamello Brenta, in attesa del disgelo e, quindi, della possibilità di essere del tutto operativi sul territorio, i lavori per il completamento del “Dolomiti di Brenta Trek”, l’itinerario per il trekking attorno alle Dolomiti di Brenta che, attraverso la valorizzazione della rete di sentieri già esistente integrata con alcuni nuovi tracciati, propone un percorso senza soluzione di continuità attorno alle Dolomiti di Brenta e attraverso le valli che si arrampicano fino alle pendici del gruppo montuoso. 

Unico per bellezza e da percorrere in tappe di più giorni, scegliendo tra la variante “family”, adatta a tutti, e quella “expert” per i più audaci, il “Dolomiti di Brenta Trek” sarà proposto all’attenzione degli escursionisti a partire dall’estate 2009.

I lavori per l’ultimazione del tracciato, previsti particolarmente consistenti nella zona della Val di Non, sono iniziati da alcuni giorni. Gli operai del Parco Naturale Adamello Brenta stanno sistemando e dotando di cordini di sicurezza il tratto che ricalca il “lez” (canale di approvvigionamento dell’acqua) di Terres, dall’inizio della galleria che trasporta l’acqua dal torrente Tresenga in Val di Tovel fino al paese.

Un altro intervento importante e originale, del quale si è discusso nei giorni scorsi con la Giunta comunale di Terres, riguarda proprio l’adattamento, per il tratto “family”, della galleria, realizzata alcuni anni fa dal Consorzio irriguo di Terres, Cunevo e Flavon. Lunga 2 chilometri e 400 metri e alta 3 metri, la galleria, a conclusione dei lavori, potrà essere utilizzata dagli escursionisti a piedi, a cavallo e con la mountain bike. Attualmente si sta progettando l’impianto elettrico e studiando un possibile allestimento con video illustrativi della storia del tunnel, della Val di Tovel, delle particolarità geologiche della zona e dei fossili rinvenuti all’interno della stessa galleria.

“Malgrado il Brenta sia tanto rinomato quanto affascinante, attrezzato da centinaia di chilometri di sentieri ben manutentati e dotato di numerosi rifugi di eccellente qualità  – spiega il direttore del Parco Claudio Ferrari – richiama un numero sempre minore di escursionisti e alpinisti. E questo nonostante il camminare sia l’attività sportiva più praticata in Europa. Forse, allora, c’è qualcosa nel modo di proporre il Brenta ai camminatori che non va. Con questo progetto proponiamo qualcosa di diverso, ma funzionerà solo se se ci crediamo, insieme, con tutte le Aziende per il turismo del territorio del Parco, come abbiamo creduto nel “Dolomiti di Brenta Bike”, il cui successo è legato proprio al coraggio e alla saggezza di lavorare in rete”.

Nei prossimi giorni il progetto verrà illustrato ai gestori dei rifugi e delle malghe dislocati lungo il percorso “expert”. Seguirà una seconda riunione per raccogliere le adesioni al progetto da parte delle strutture alberghiere poste lungo l’itinerario family.

Sempre per quanto riguarda l’area orientale del territorio del Parco, lo “sportello” attivato presso la Casa del Parco “Orso” di Spormaggiore, ogni mercoledì della settimana dall’inizio di febbraio, si è caratterizzato per una notevole operatività. Fino ad oggi, nelle quattro giornate di apertura, si sono svolti numerosi incontri con: l’Amministrazione comunale di Flavon per trattare della gestione di malga Flavona e per i lavori di adegiamento di una strada forestale, con l’Amministrazione comunale di Spormaggiore e con il Gruppo di lavoro che si occupa dell’Area faunistica di Spormaggiore per condividere le linee progettuali per la valorizzazione e gestione dell’Area, con il sindaco di Tassullo per il progetto di educazione ambientale promosso dal Comprensorio della Val di Non, con l’Amministrazione comunale di Terres e con i progettisti della galleria di Terres in riferimento all’adattamento della galleria.

Rassegna stampa

Adige, 3 marzo 2009

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