Facile e poco frequentato itinerario che, prendendo gradualmente quota, consente una magnifica panoramica dell'intera valle.
Facile e poco frequentato itinerario che, prendendo gradualmente quota, consente una magnifica panoramica dell’intera Val d’Ambiéz. Lungo il percorso si possono toccare con mano le testimonianze della antica e tradizionale vita contadina, dai pascoli di Malga Senaso di Sotto alle “Ca’ da mont” di Dengolo. Raggiunta la località Baesa, la valle si presenta incisa e incassata tra ripide pareti. Sulla sinistra si stacca il sentiero che sale verso i prati di Dengolo, con i caratteristici masi ora in stato di abbandono e gli alpeggi della Val di Jon. Da Baesa in salita si prosegue lungo la strada 325 fino al Pont de le Scale, quindi si sale fino al Pont de Broca che precede la caratteristica forra scavata dalle acque del Rio Ambiez. Dopo la forra, oltrepassato il Ponte Paride la valle si apre improvvisamente in vista dell’alpeggio della Malga Prato di Sotto e quindi del rifugio Cacciatore 1820 m. Da qui si ammira in tutta la sua imponenza lo spettacolare circo di pareti svettanti che chiude l’alta valle: da destra verso sinistra il Gruppo del Dalun-Ghèz, le Cede, i Castei d’Ambièz, la Vedretta d’Ambièz dominata dalla parete est della Cima d’Ambiez e chiusa dalla parete sud della Cima Tosa, la Cima d’Agola, le Cime Susat, Pratofiorito, le Tose e il Corno di Senaso. Le montagne che si innalzano dal fondovalle sono formate da tipiche rocce sedimentarie calcaree costituite da vari tipi di dolomia. Dal punto di vista della flora e della fauna la Val d’Ambièz è una delle zone più interessanti del Gruppo di Brenta.  Tra i 600m di Baesa ed i 3173m della Cima Tosa si trovano infatti rappresentate tutte le diverse fasce di vegetazione con le loro associazioni più tipiche. Anche sotto il profilo faunistico la Val d’Ambièz si caratterizza per la presenza di numerose specie tipiche della fauna alpina. In particolare nelle sue valli laterali si possono avvistare gruppi consistenti di camosci e nel cielo l’aquila reale ed il gipeto, che in questo settore del Parco ha trovato condizioni favorevoli alla sua permanenza. Non è del tutto chiara l’origine del toponimo Ambièz: “Ambo” nelle parlate celtiche significava “buon pascolo” e tali erano sicuramente quelli ubicati nella media valle. Ma “Biez”, sempre in celtico, indica il canale che porta l’acqua ai molini; ce n’erano molti sul Rio Ambièz e anche questo potrebbe giustificare il toponimo.
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