Questo percorso ad anello invita ad immergersi in un cuscinetto di area protetta ancora rispettata dalle infrastrutture turistiche, dove acque trasparenti e scenari eccezionali motivano un’escursione impegnativa ma appagante. Laghetti alpini dai fondali limpidissimi decorati da rododendri e genziane che donano una spennellata di colore alle nude rocce circostanti e permettono di portarsi via pittoreschi scatti della giornata.
Il percorso proposto è un’interpretazione del Sentiero dei 5 laghi ma più breve e fattibile. Una mezz’oretta di facile salita e si giunge al bivio sulla sinistra con il sentiero SAT 266 da cui si sviluppa il nostro percorso ad anello. Qui vale la pena però procedere innanzi per uno sguardo alla grande conca che accoglie il Lago Nambino (1768 m), delizioso e comodo grazie alla presenza del rifugio. L’itinerario prosegue sulla destra del lago dove si guadagna quota nel bosco di conifere che lascia aperture panoramiche verso il lago sottostante e verso Madonna di Campiglio, dominata dalle cime del Brenta. Dopo un’ora circa si giunge alla Busa dei Cavai (2170 m) ad un pascolo dismesso di particolare interesse naturalistico per la presenza di una torbiera, la Busa dei Cavai. Qui la sosta è obbligatoria per godersi una visione d’insieme del celebre profilo delle Dolomiti di Brenta, patrimonio UNESCO dal 2009. Dopo un’altra mezz’ora di cammino, dove la ricca vegetazione lascia spazio ai primi affioramenti rocciosi, dall’alto si scorge un altro lago minore, il Lago Nero (2246 m). Da qui la pendenza si addolcisce e nel giro di un quarto d’ora si giunge al Lago Serodoli (2370 m). Seguendo le indicazioni del SAT 217 merita camminare altri 10 minuti per scovare il Lago Gelato (2393 m), il più tranquillo inserito in un circo glaciale suggestivo. Il ritorno prevede un altro tratto in quota con dei lievi saliscendi lungo il SAT 232 che arriva a costeggiare dopo 40 minuti circa il Lago Lambin (2326 m), spettacolare specchio d’acqua dalla forma a fiordo che sembra allungarsi fino a perdersi nel vuoto. Da qui inizia la discesa e dopo una decina di minuti, al bivio, si imbocca il sentiero SAT 269, piuttosto in pendenza ma ben sistemato che con un’ora di cammino arriva nuovamente al Rifugio Nambino e poi di nuovo alla piana di Nambino. Il percorso classico del Giro dei 5 Laghi, si allunga invece dal Lago Lambin verso il Passo Ritòrt (2275 m) e il Lago Ritòrt (2058 m) da dove è possibile raggiungere l’impianto di risalita omonimo, oppure scendere a Malga Ritòrt (1750 m). Il sentiero è ben tracciato e segnalato, presenta una difficoltà media senza punti critici. E’ consigliabile avere buona resistenza viste le quasi 5 ore di cammino e si raccomanda come sempre equipaggiamento adeguato, attrezzatura e abbigliamento da montagna. Il rientro avviene attraverso una semplice camminata su strada. Nella stagione estiva può essere utilizzato il servizio mobilità con il Trenino.
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