I partner del progetto di conservazione dell’orso bruno LIFE Arctos, si riuniscono il 20 marzo 2012, presso la sede del Comando provinciale del Corpo Forestale dello Stato di Verona, per il terzo appuntamento del Tavolo di Coordinamento tecnico alpino.
Il progetto LIFE Arctos “Conservazione dell’orso bruno: azioni coordinate per l’areale alpino e appenninico” è finanziato dalla Commissione europea nell’ambito dello strumento LIFE+ (sostegno di progetti per la tutela e valorizzazione della biodiversità) ed è stato presentato dal Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, in collaborazione con 10 partners (Regione Lombardia, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Provincia Autonoma di Trento, Parco Naturale Adamello Brenta, WWF Italia e Corpo Forestale dello Stato).

Tale progetto, che ha preso avvio alla fine del 2010 e vedrà la sua conclusione nel 2014,  prevede la definizione, l’attuazione e la condivisione di esperienze, metodologie e strumenti specifici che consentano di provvedere alla tutela dell’orso bruno in maniera efficace evitando l’insorgere di conflitti con la presenza delle attività antropiche ed incrementando l’attrattività turistica del territorio interessato.
Per fare ciò si rende necessario il coordinamento e lo sforzo congiunto di tecnici, ricercatori ed amministratori, oltre al supporto, fondamentale, dell’opinione pubblica e dei principali portatori di interesse.
Per agevolare la sinergia fra i diversi soggetti, sono stati definiti due tavoli di coordinamento tecnici (alpino ed appenninico) che hanno la funzione primaria di consultazione nella condivisione delle problematiche eventualmente emerse e da affrontare nello svolgimento delle singole azioni.

Le azioni del progetto sono in linea con quanto previsto dai piani d’azione sviluppati per la tutela dell’orso, in particolare, per le alpi, con il Piano d’Azione per la Conservazione l’orso bruno sulle Alpi, (PACOBACE), redatto nel 2007 e condiviso dal Ministero per la Tutela dell’Ambiente, del Mare e del Territorio, dalla Provincia Autonoma di Trento, dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, dalla Regione Veneto, dalla Provincia Autonoma di Bolzano, dalla Regione Lombardia e dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA).
L’incontro del 20 marzo 2012, che vede la partecipazione, oltre ai partners di progetto alpini, anche di altri soggetti interessati (Regione Veneto, Provincia Autonoma di Bolzano, Università degli Studi di Udine e ISPRA) si situa quindi in continuità con le raccomandazioni del PACOBACE, nell’ottica di individuare una strategia comune e condivisa per la gestione e conservazione dell’orso nell’arco alpino.

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