Reintroduzione

la reintroduzione degli stambecchi (Arch.PNAB)

La reintroduzione degli stambecchi (Arch.PNAB)

Lo stambecco (Capra ibex ibex L., 1758) è presente nel Parco grazie ad un Progetto di reintroduzione promosso dall’Ente a partire dalla primavera 1995. Esso è stato caratterizzato da due fasi: una riguardante il Massiccio dell’Adamello e l’altra il Massiccio della Presanella. In queste due aree sono stati liberati 43 animali provvisti di radio collare, in modo da permettere la loro localizzazione nell’area, e di marche auricolari, per poter riconoscere gli animali anche da distanza. La scelta delle aree di immissione è avvenuta in seguito alle indicazioni emerse da valutazioni di idoneità ambientale realizzate nell’ambito della prima redazione del Piano Faunistico del Parco e dell’elaborazione di un apposito studio di fattibilità.

stambecchi pronti per il rilascio (A.Mustoni)

Stambecchi pronti per il rilascio (A.Mustoni)

Adamello

Il Progetto di reintroduzione dello stambecco ha previsto la liberazione di 23 esemplari in Val di San Valentino (Massiccio dell’Adamello) provenienti sia dalla colonia del Parco Naturale delle Alpi Marittime (Cuneo) sia dalla colonia presente sul Massiccio dei Monzoni (Trento).
Le campagne di cattura sono state realizzate rispettivamente il 2 e 3 maggio 1995 e il 20 e 22 maggio 1996 ed hanno portato alla reintroduzione di 20 animali, provenienti dal Parco Naturale delle Alpi Marittime, equamente distribuiti per sesso e classi d’età. Nella primavera del 1996 e del 1997, inoltre, sono stati immessi un maschio di 1 anno e due femmine giovani, catturati nel gruppo dei Monzoni nell’ambito di un’operazione a carattere sperimentale condotta dal Servizio Faunistico della Provincia Autonoma di Trento.
La tecnica di cattura utilizzata è stata quella della telenarcosi mediante l’impiego di un fucile lanciasiringhe. Dopo la cattura gli stambecchi sono stati sottoposti ai controlli sanitari, per prevenire la possibile diffusione di malattie, e marcati su entrambe le orecchie con targhe auricolari colorate e numerate differentemente a seconda dell’area di provenienza (dal n. 50 al n. 71 per quelli provenienti dal Parco Naturale delle Alpi Marittime e con il numero 19bis, 11 e 18 quelli dei Monzoni). Terminate le operazioni, gli esemplari sono stati caricati su di un apposito automezzo munito di cassone, nel quale sono stati trasportati fino in Val San Valentino. Dove sono stati rilasciati nei pressi di Malga Praino, a 1650 m di quota.

Presanella

rilascio di stambecchi in Val Genova (A.Mustoni)

Rilascio di stambecchi in Val Genova (A.Mustoni)

In Val Genova (Massiccio della Presanella) sono stati liberati due nuclei di fondatori: 10 individui provenienti dalla colonia presente nel Parco Naturale delle Alpi Marittime (Cuneo) e 10 catturati, ad opera del personale del Dipartimento Foreste della Provincia Autonoma di Trento, nel Massiccio dei Monzoni.
Gli stambecchi provenienti dal Parco delle Alpi Marittime sono stati catturati il 14 maggio 1998 (5 maschi e 5 femmine). Quelli provenienti dal Massiccio dei Monzoni sono stati catturati tra il 14 e il 24 luglio 1998 (3 femmine e 3 maschi) e tra il 19 e 17 agosto 1999 (3 maschi e 1 femmina), utilizzando anche in questo caso la tecnica della telenarcosi.
Tutti gli individui immessi sono stati marcati ad entrambe le orecchie con targhe auricolari colorate (negli animali provenienti dalle Alpi Marittime, ogni coppia di targhe auricolari è stata numerata, in modo progressivo, dal n. 72 fino al n. 81; in quelli provenienti dai Monzoni, dal n. 82 al n. 88 e dal n. 93 al n. 95). Gli animali provenienti dalle Alpi Marittime sono stati trasportati di notte su di un automezzo munito di un’unica cassa di stabulazione, divisa in tre scomparti in modo da evitare il contatto diretto tra maschi e femmine.
I 10 stambecchi provenienti dal Massiccio della Marmolada sono stati trasportati, nella stessa giornata in cui è avvenuta la cattura, in casse singole di stabulazione, caricate su di un automezzo. Il sito di rilascio è stato individuato in Val di Genova, poche decine di metri prima dell’albergo ristorante Stella Alpina, in concomitanza di una radura che risale il versante in sinistra orografica.

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