La geomorfologia

Il paesaggio dell’Adamello Brenta Geopark deriva dall’interazione tra i processi glaciali, fluviali, gravitativi e carsici (questi ultimi in Dolomiti di Brenta).

I ghiacciai del Parco hanno visto diverse fasi di espansione e di ritiro. Durante l’Ultimo Massimo Glaciale (UMG), che ha raggiunto il massimo attorno a 18.000 anni fa, alcune lingue che scendevano dall’Adamello e dal Brenta confluivano a est nel Ghiacciaio Atesino per poi proseguire a sud fino alla zona del Lago di Garda. Altre confluivano a sud nei ghiacciai del Chiese e dell’Oglio che raggiungevano l’attuale Pianura Padana.

Successivamente i ghiacciai abbandonarono le grandi valli e i seguenti momenti di espansione portarono solo a modesti avanzamenti. L’ultima evidente espansione dei ghiacciai alpini avvenne durante la cosiddetta Piccola Età Glaciale (PEG) tra il 1600 e il 1800.

Il modellamento glaciale, detto “esarazione”, ha smussato i rilievi e levigato le rocce (rocce montonate), dando alle vallate il caratteristico profilo a parabola (a “U”) ne è un esempio maestoso la Val di Fumo. In alcuni punti si è concentrata maggiormente la forza erosiva del ghiacciaio originando gradini nelle valli o conche approfondite dalla sovraescavazione nei circhi glaciali. Oggi in queste conche si sono formati numerosi laghi, alcuni dei quali in epoche molto recenti (Lago Nuovo del Mandrone e Lago Nuovo di Lares).

Evidenti sono anche i depositi originati dai materiali erosi dai ghiacciai. Numerosi cordoni e argini morenici sono visibili lungo tutte le valli del Geoparco, così come i grandi massi erratici strappati ai versanti e trasportati dai ghiacci per decine di chilometri. Spettacolari sono le morene della PEG in Val d’Amola, Valagola e in Val Nardis, disegnano ancora perfettamente i limiti delle lingue glaciali che le hanno originate. Altre forme legate all’ambiente periglaciale (vicino al ghiacciaio) sono i rock glaciers, lingue di detrito il cui movimento avviene grazie al ghiaccio presente al loro interno.

Le Dolomiti di Brenta sono caratterizzate anche da forme legate al glaciocarsismo, numerose sono le conche all’interno delle quali il carsismo, azione chimica dell’acqua e dell’anidiride carbonica sulla roccia calcarea, si è sommato al modellamento glaciale originando crepacci, doline e inghiottitoi oltre a forme di minori dimensioni come solchi e scanalature. Sono esempi di morfologia glaciocarsica la Pozza Tramontana, la Conca dei XII Apostoli e il Pian della Nana.

Oltre alle forme superficiali modellate dal carsismo sono presenti numerose grotte e cavità legate al carsismo ipogeo (in profondità), sono da menzionare il Bus della Spia, nei pressi di Castel Sporo di Sporminore, la Grotta di Aladino (caso particolare nel settore meridionale dell’Adamello), la Grotta dello Specchio e quella del Castelletto di Mezzo; queste ultime due hanno al loro interno depositi di ghiaccio ipogei. Il carsismo genera un’intensa rete di circolazione delle acque nelle profondità delle Dolomiti di Brenta. Evidenze di questo sistema idrico carsico sono le Sorgenti del Rio Bianco e le Cascate di Vallesinella.

Anche la gravità opera il modellamento del paesaggio del Geoparco. Ne sono esempio le falde detritiche alla base dei versanti, come i ghiaioni alla base dei pinnacoli delle Dolomiti, oppure i canaloni colmi di detrito che scendono dai versanti della Val Genova, dovuti a fenomeni di trasporto in massa chiamati debris flow, ovvero colate di detrito misto ad acqua, numerosissimi e facilmente riconoscibili sia nel versante adamellino che in quello dolomitico del Parco. Importanti sono anche i depositi di frana di diverso tipo, spettacolari quelli di frana a blocchi alla base di Cima Grostè e presso la testata della Vallesinella.

L’azione dei fiumi ha inciso le valli del Geoparco dandogli la forma a V tipica di questo tipo di erosione. Ne è un bell’esempio la Val Nambrone. Dove il deposito dei fiumi prevale sull’erosione si hanno piane alluvionali lungo gli argini, come lungo la Val Rendena dove il Sarca scorre lento depositando detriti piuttosto che scavando il suo letto.

Share This