La geologia

La geologia del Parco Naturale Adamello Brenta è affascinante e complessa. Le diverse rocce che qui affiorano testimoniano una storia lunga oltre 350 Milioni di anni durante la quale si sono susseguiti ambienti molto diversi fra loro. In questo amplissimo intervallo di tempo, suddiviso in diversi periodi, di seguito descritti dal passato più lontano ad oggi, passeremo da vulcani a deserti, per arrivare in fondo a mari tropicali e cristallini fino alle cime ghiacciate più elevate.

Paleozoico     (più di 300 Ma)
Permiano         (300 – 251 Ma)
Triassico          (251 – 200 Ma)
Giurassico        (200 – 145 Ma)
Cretaceo          (145 – 65 Ma)
Paleogene       (65 – 23 Ma)
Neogene          (23 – 2,5 Ma)
Quaternario     (2,5 Ma – oggi)

Paleozoico (più di 300 Ma)

Risalgono a questo periodo gli Scisti di Rendena, rocce metamorfiche (filladi, micascisti, gneiss) appartenenti al cosiddetto Basamento Cristallino, l’unità più antica che si trova alla base di tutta la catena delle Alpi Meridionali dalla Slovenia al Piemonte. Originarie rocce sedimentarie (peliti, areniti, argilliti, calcari), sono state sottoposte ad alte pressioni e temperature durante la fase Varisica della grande Orogenesi Ercinica (la formazione di antiche montagne), al termine della quale tutti i continenti si trovarono riuniti nel supercontinente Pangea. Nell’area del Geoparco il Basamento affiora lungo la Val Rendena tra il gruppo dell’Adamello a ovest e la Linea delle Giudicarie, una grande faglia che percorre i fondovalle dal Lago d’Idro a Merano.

Permiano (300 – 251 Ma)

Testimonianze di questo periodo si trovano lungo il versante sinistro della Val Rendena dove affiorano rocce magmatiche effusive comunemente dette “Porfidi” (Lave di Bocenago, Ignimbriti di Malga Plan) e sedimentarie terrigene (Arenarie di Val Gardena/Verrucano Lombardo). Le unità magmatiche indicano la presenza di centri eruttivi (come vulcani) i cui prodotti si accumulavano all’interno di una zona depressa (Bacino di Tione). Le sedimentarie terrigene sono invece il prodotto dell’erosione e del trasporto fluviale operato dagli agenti atmosferici sui Porfidi e sul Basamento Cristallino, le uniche litologie affioranti all’epoca.

Triassico (251 – 200 Ma)

Il Triassico è il periodo più importante nella storia geologica del Trentino occidentale. Il limite tra Permiano e Triassico è marcato da una grande estinzione di massa che porta alla scomparsa del 95% delle specie viventi. In questo periodo i continenti si uniscono a formare il supercontinente Pangea. In questo contesto la zona del Geoparco si trova lungo la costa orientale del grande oceano Tetide, a latitudini intertropicali.

Il Pangea è da subito instabile, i continenti tornano a dividersi. L’apertura dell’oceano Neotetide provoca, nelle attuali Alpi Meridionali, la formazione di zone elevate e depresse (piattaforme e bacini). La zona del Geoparco si trova in questo periodo al passaggio tra la Piattaforma di Trento (a Est) e il Bacino Lombardo (a Ovest). Questa diversità strutturale e morfologica porta alla nascita delle prime piattaforme carbonatiche, strati di sedimenti derivanti da organismi con scheletro calcareo (coralli ad esempio), contemporanee agli atolli delle Dolomiti orientali, che nascevano nelle zone di minore profondità della Neotetide (Dolomia del Serla, Formazione di Contrin, Dolomia dello Sciliar, Calcare di Esino).  Intanto nei bacini e nelle lagune si depositano formazioni calcaree e dolomitiche (Calcare d’Angolo), alcune con intercalazioni vulcaniche (Calcare di Prezzo, Formazione di Buchenstein).

Nel Triassico Superiore (più recente) i bacini vengono colmati e si crea, nelle Alpi Meridionali, un comune ambiente di piana di marea dove si deposita la Dolomia Principale, l’unità più rappresentativa delle Dolomiti di Brenta ma che costituisce la parte sommitale di molti altri gruppi montuosi dolomitici orientali (Tre Cime di Lavaredo, Antelao, Civetta, Tofane). Al di sopra della Dolomia Principale si trovano le formazioni del Calcare di Zorzino e del Calcare di Zu, testimonianza della deposizione di altri sedimenti durante un graduale sprofondamento del fondale nel settore del Trentino Occidentale.

Giurassico (200 – 145 Ma)

Durante il Giurassico nasce dalla separazione delle terre l’oceano Ligure – Piemontese, a separarsi e differenziarsi sono la Piattaforma Atesina e il Bacino Lombardo. Le Alpi Meridionali diventano parte del margine settentrionale della microplacca Adria, appartenente al continente africano. Nel settore del Trentino occidentale si formano nuove piattaforme carbonatiche (Formazione della Corna), contemporaneamente, sulla piattaforma di Atesina si deposita il Gruppo dei Calcari Grigi (Formazione di Monte Zugna, Calcare Oolitico di Loppio, Formazione di Rotzo, Calcare Oolitico di Massone) costituito da calcari che testimoniano un ambiente la cui profondità aumenta gradualmente dalla piana di marea al mare aperto.

Contemporaneamente al Gruppo dei Calcari Grigi si deposita, nel Bacino Lombardo, la Formazione del Tofino. Attualmente essa affiora tra la Linea delle Giudicarie a Ovest e la Linea della Vedretta dei Camosci a Est. E’ costituita da calcari ricchi in selce. A partire dal Giurassico Medio le differenze tra piattaforma e bacino vengono appianate, si assiste a uno sprofondamento generalizzato delle Alpi Meridionali con la deposizione del Rosso Ammonitico Veronese e del Selcifero Lombardo.

Cretaceo (145 – 65 Ma)

Durante il Cretaceo l’ambiente in cui si trova il Trentino occidentale è sempre di mare molto profondo (pelagico). In questo contesto si depositano le formazioni della Maiolica e della Scaglia Rossa. Entrambe sono costituite da calcari ricchi in selce. Nello stesso periodo inizia la migrazione dell’Africa verso l’Europa a causa dell’apertura dell’Oceano Atlantico meridionale. Si chiude gradualmente l’oceano della Tetide. Ha inizio la formazione delle Alpi(orogenesi alpina). I fondali diventano instabili, si generano nei  depositi della Scaglia Rossa frane sottomarine dovute a eventi sismici (ancora oggi riconoscibili al Sasso Rosso, Dolomiti di Brenta settentrionali).

Nel Cretaceo più recente le Alpi settentrionali (Austroalpino) cominciano ad emergere dal mare e a subire l’erosione da parte degli agenti atmosferici, scaricando all’interno dei bacini sottomarini i sedimenti derivanti dall’erosione di queste rocce (Flysch). Nella zona del Parco è presente la Formazione di Valagola costituita da questo tipo di depositi, formatisi più tardi, tra Cretaceo e Paleogene, mentre le rocce simili del Bregn de l’Ors e delle Coste di Grual si sono formate nel Cretaceo superiore.

Il passaggio dal Cretaceo al Paleogene è marcato da un’estinzione di massa che porta alla fine del dominio dei rettili sulla Terra.

Paleogene (65 – 23 Ma)

Durante il Paleogene, tra 42 e 30 milioni di anni fa, risalgono dalle profondità della terra e si raffreddano sotto la superfice, a circa 10 km di profondità nella Crosta terrestre, i quattro corpi magmatici che costituiscono il Batolite dell’Adamello. L’origine di questo magma è da attribuire, secondo alcuni autori, alla fusione della crosta europea che stava scivolando al di sotto della crosta Adriatica (Africana) durante l’orogenesi alpina. I quattro corpi magamtici (plutoni) hanno età decrescente da sud verso nord, il più antico è il plutone del Re di Castello (affiorante in Val di Fumo, Val di Breguzzo e di Borzago), mentre il più recente è quello della Presanella. Le rocce oggi affioranti sono chaimate tonaliti e granodioriti.

Neogene (23 – 2,5 Ma)

Nel territorio del Parco si trovano evidenze di questo periodo nella zona delle Dolomiti di Brenta, dove sono presenti alcunebrecce (Breccia dello Spinale), si tratta di depositi  accumulatisi alla base di versanti, poi smantellati e modellati durante le successive fasi glaciali Quaternarie.

Quaternario (2,5 Ma – Oggi)

E’ il periodo in cui viviamo, quello che ha visto lo sviluppo dell’homo sapiens e la sua graduale colonizzazione del pianeta. Appartengono al Quaternario i depositi di sedimenti più superficiali, composti di materiali originati dal’erosione operata dai grandi ghiacciai che percorrevano le valli del Parco durante l’Ultimo Massimo Glaciale (Wurm), durante le fasi glaciali precedenti  o durante l’ultima, piccola glaciazione (Piccola Età Glaciale) avvenuta tra il 1500 e il 1800 d.C. L’azione recente ed attuale della gravità ha generato in questo periodo depositi  difrane post – glaciali, falde  di detriti alla base dei versanti e colate di detriti.Anche l’azione dei fiumi ha lasciato e continua a lasciare traccia,ne sono esempio i coni di detriti abbandonati allo sbocco della valli (conoidi)i  terrazzi fluviali, segno del fluttuare della profondità dell’alveo, e  le piane alluvionali, generate dalle esondazioni ripetute dei fiumi.

Le dinamiche del Quaternario saranno approfondite nella sezione geomorfologia.

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