E’ un esemplare maestoso, inconfondibile rispetto al lariceto circostante, svetta isolato nel pascolo. I segni del tempo sulla spessa corteccia sono profondi e marcati, bucano il tronco.

Specie: LARICE (Larix decidua Mill.)

Località: CONCA DI SAN GIULIANO E GARZONE’ – VAL GENOVA
Comune: CADERZONE TERME
Età: 600 anni
Quota: 1960 m s.l.m.
Diametro: 155 cm
Circonferenza: 4,85 m
Altezza: 22 m

Sono un direttore d’orchestra. I suoni del paesaggio compongono sinfonie che la conca restituisce con un’acustica mirabile: note che si riflettono nell’acqua, musiche che il lago inghiotte nella stagione primaverile dei concerti per riascoltarle nelle fredde e brevi giornate d’inverno. Le stagioni hanno un senso profondo.

Proprio in inverno, metto da parte le bacchette d’orchestra e divento spettatore privilegiato di un paesaggio muto – spartito cristallino e bianca distesa dove appuntare le note – che ispira a comporre le arie per la primavera. Al disgelo il bosco accorda gli strumenti, gli uccelli preparano le voci e il vento gonfia i polmoni. Io indosso il completo della festa: verde acceso con i ricami rosa antico delle gemme.

Così inizio la stagione musicale che chiudo – rigorosamente – con il completo giallo arancio, caldo commiato prima che cali il sipario dell’inverno.

L’armonia, la quiete e il carattere conferiscono al luogo un certo fascino. Da sempre si racconta di questo lago avvolto da una luce di devozione e spiritualità; l’acqua di San Giuliano, narra un’antica leggenda, possiede proprietà medicinali e miracolose.

Ebbene, furono di certo queste voci – sulle virtù della sorgente e sul fascino del lago – e lo stretto legame d’amicizia con la nobile famiglia Bertelli di Caderzone ad incuriosire il Principe Vescovo di Trento in persona a giungere fin quassù, proprio durante la stagione dei concerti. Certamente Carlo Emanuele Madruzzo, così si chiamava, oltre alla curiosità iniziale, doveva ben corrispondersi con le caratteristiche del luogo, visto che per ben cinque estati consecutive scelse il lago di San Giuliano per le sue vacanze.

Non discuto le tesi del grande maestro Tranquillo Giustina di Caderzone; come direttore d’orchestra mi limito ad aggiungere che – son certo – il principe vescovo preferiva di gran lunga le mie sinfonie e i concerti dell’anfiteatro del lago alle melense composizioni di corte.

(da “Alberi monumentali” – guide del Parco, questo e altro ancora…)

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