Alla testata dell’omonima valle, sotto la dorsale Carè Alto – Corno di Cavento – Crozzon di Lares, il ghiacciaio di Lares è il terzo dell’Adamello (4,17 km2). Alimentato da precipitazioni nevose, fino agli anni ‘90 terminava nel lago di Lares, oggi è completamente libero da ghiaccio e privo di iceberg.

La superficie del ghiacciaio di Lares ammontava nel 2003 a 484 Ha.  Purtroppo si è più che dimezzata rispetto alle stime di Julius Payer. Infatti a metà dell’800 gli attribuiva un’area di circa 1150 Ha. Nel 1925 la superficie si era ridotta a 635 Ha. Mentre nel 1960 ammontava a 60 Ha circa. Il ghiacciaio di Lares occupa un pendio piuttosto regolare. In alcuni settori la sua superficie è solcata da profondi crepacci, come quelli a valle del Corno di Cavento. Fino a pochi anni fa, la porzione meridionale si collegava con il Ghiacciaio di Niscli attraverso un ripido scivolo ghiacciato ora completamente interrotto. Secondo le stime del comitato glaciologico della SAT, il ghiacciaio ha perso fra il 1991 e il 1997 un volume di quasi 27 milioni di metri cubi. Tale quantità è pari a una perdita di spessore medio superiore ai 5 metri. La fronte si è ritirata di circa 110 m in 11 anni (1993-2005).

I ghiacciai trentini coprono oggi una superficie di circa 30 km2 e si trovano nei principali gruppi montuosi, primo fra tutti il massiccio dell’Adamello – Presanella che da solo ospita 48 ghiacciai.

Nonostante a prima vista appaia immobilizzato dal gelo, il paesaggio glaciale è in continuo movimento e costante evoluzione. Ancor più oggi, a causa dei cambiamenti climatici che hanno innescato il ritiro inesorabile e rapidissimo delle fronti glaciali.

L’estensione glaciale è ovunque in sensibile diminuzione. Alcuni fra i più grandi ghiacciai hanno perso in poco più di 40 anni fino al 42% della superficie. Per altri le riduzioni sono state minori, come per il Ghiacciaio dell’Adamello.

Gli studi sui ghiacciai dell’Adamello si sono sviluppati con una certa sistematicità dagli anni ‘20 del secolo scorso, ma già dal 1865 alcuni di essi furono accuratamente rappresentati in una dettagliata carta realizzata dal Payer, primo conquistatore della Cima Adamello nonché attento rilevatore glaciologico.

Nuovo Catasto dei Ghiacciai Italiani (2015). 
Rilevamenti del 2011 e guida PNAB “Alla scoperta del ghiacciaio che c’era”

 

Tipo: Montano (Pirenaico)
Forma: Pendio
Alimentazione: Diretta

Catasto C.G.I.: 634

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