Vetta di 3402 m nel gruppo dell’Adamello, importante caposaldo austroungarico durante la Prima Guerra Mondiale, conquistato dalle truppe italiane nel 1917.

Il Corno di Cavento fu conquistato per la prima volta nel 1868 da J.Payer primo salitore dell’Adamello. E’ una vetta di 3402 m appartenente alla dorsale N-S culminante nei 3462 m del Caré Alto, nel Gruppo dell’Adamello.

La grande importanza di questa cima risiede nel suo significato storico. Durante il primo Conflitto Mondiale (1915-18) fu infatti teatro degli aspri combattimenti tra gli Alpini e i Kaiserjeger (le truppe di montagna austroungariche). Nel Gruppo dell’Adamello Presanella fu combattuta quella che è stata definita la “Guerra Bianca”.

Il Corno di Cavento era un importante caposaldo avanzato austroungarico collegato alle retrovie da un ardito sistema di fortificazioni e gallerie scavate nel ghiaccio. Ancora oggi sono visibili le tracce delle vecchie postazioni militari arroccate sul Corno.

Fu conquistato nel giugno 1917 dagli Alpini in seguito all’attacco delle truppe italiane. Anticipato da colpi del cannone detto “Ippopotamo” posizionato dagli Alpini a 3200 m di Cresta Croce, sopra il Passo della Lobbia. Il cannone, ancora presente sulla Cresta, e le postazioni del Cavento sono alcuni dei molti residuati bellici che, dopo un secolo da quella immane tragedia, riaffiorano dal ghiaccio o sono rimasti abbandonati sulle vette. Talvolta il ghiacciaio riconsegna le misere spoglie dei caduti che per tanti anni hanno riposato nel suo ventre.

Si tratta di tracce indelebili rimaste a testimoniare la sofferenza, il coraggio, la tenacia e il sacrificio di migliaia di uomini costretti dall’assurdità della guerra a combattersi in questi luoghi estremi che oggi richiamano sentimenti di fratellanza e amicizia tra i popoli.

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