La Bandiera Arancione è il marchio di qualità turistico ambientale del Touring Club Italiano; è destinato alle piccole località dell’entroterra che si distinguono per un’offerta di accoglienza eccellente e di qualità. Caderzone Terme ha ricevuto questo prestigioso riconoscimento il 13 novembre 2006.
L’8 maggio 2004 vennero aperte le Terme di Caderzone. Con questa premessa, il nome del comune di Caderzone ha ottenuto l’11 gennaio 228 il parere positivo della Giunta Provinciale per cambiare la propria denominazione in “Caderzone Terme”. Il cambiamento si inserisce nel contesto della tradizione termale trentina consentendo al comune di valorizzare meglio questa importante attività a livello turistico e non solo, veicolandone la visibilità anche nel nome.

Il paese di Caderzone fu tra quelli in Val Rendena che più difficilmente riuscì a diventare un vero villaggio e una vera comunità; questo a causa della sua dislocazione sparsa e anonima dei suoi masi tra il conoide della Val di Casa e la sempre alluvionata Piana di Curio.

Solo ai primi del 1300 possiamo parlare di “borgo”, quando un accordo con i Lodron, potenti signori delle Giudicarie, costruirono la loro cittadella fortificata.
Lo stemma del paese è un giglio di Francia argento legato in oro che risalta sullo scudo rosso; fronde legate con nodi rossi e argento circondano lo scudo. Il giglio, insieme al leone rampante, fu uno dei simboli del casato dei Lodron, denominati “gli eredi del Giglio”.
Imponente residenza dei Lodron era un enorme Torrione a molti piani che nel tempo venne abbassato e trasformato nella dimora gentilizia dai Bertelli (successori ai Lodron), i quali ne fecero la dimora più bella e invidiata della Val Rendena.

La Piana

Passeggiando verso la nostra Piana ci imbattiamo nell’eloquente monumento della natura agricola rendenese: il Maso Curio. Parte in muratura e parte in legno, il maso, con le sue stalle , il suo porticato, le sue gigantesche colonne di castagno, il tetto di scandole, la “casina” per il latte e la “casera” per il formaggio, domina incontrastato la nostra piana dal 1302. Una ricostruzione fu fatta nel 1537 in seguito ad un grande incendio. Le murature granitiche sono originali, tanto che con orgoglio possiamo affermare che il Maso Curio può essere definito l’edificio “profano” più antico e longevo della nostra Valle.

Le Malghe

Caderzone Terme è una comunità dedita da sempre all’attività alpestre: qui le malghe sono l’elemento più rappresentativo della storia, cultura e tradizione locale che ha poi permesso la realizzazione, proprio in centro al paese, del Museo della Malga.

Le malghe di Caderzone Terme sono quattro, omonime ai luoghi di insediamento: Malga Campo, Malga Campostril, Malga S. Giuliano, Malga Garzonè.
Da Malga Campo (m slm 1734), si imbocca il sentiero e ci si alza di quota fino a Malga San Giuliano, limite superiore del bosco. Oltrepassata la malga tra una ricca vegetazione arbustiva, con prevalenza di mirtillo nero, rosso e rododendro, si giunge dopo una breve discesa all’incantevole conca glaciale che ospita, uno accanto all’altro, i laghi di San Giuliano e di Garzonè, la meta tra le più ambite per il turista.

Nei pressi del lago di San Giuliano sorge il rifugio San Giuliano di recente ristrutturazione.

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