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Andrea Mustoni, zoologo e referente della Ricerca scientifica del Parco Naturale Adamello Brenta, chiarisce in una video-intervista la posizione del Parco nei confronti degli orsi problematici. Mustoni è stato coordinatore tecnico del progetto Life Ursus dalla fine degli anni ’90 fino al 2004 ed è per il Parco una importante fonte di memoria e conoscenze riguardo alla storia dell’orso in Trentino. Dal 2004 la gestione della popolazione di orsi trentini è in capo al Servizio Foreste e Fauna della Provincia autonoma di Trento con il quale il Parco collabora.

Gli episodi degli ultimi tempi in cui sono stati protagonisti alcuni orsi in Trentino, come la cattura di M49 o l’orso avvistato nel pieno centro di Calliano, sono situazioni divisive che accendono grandi dibattiti. Il Parco vuole esprimere un parere tecnico – faunistico per favorire la comprensione dei motivi per i quali, a volte, è necessario sottrarre un orso alla sua libertà con l’obiettivo di salvare l’intera popolazione di orsi.

Tre sono le domande poste a Mustoni:

  1. 1. Quando un orso è considerato problematico e quando è ritenuto corretto privarlo della propria libertà?
  2. 2. Che significato ha la sottrazione di un orso problematico da una popolazione nel contesto degli esiti di un progetto di reintroduzione, quale è stato il Life Ursus?
  3. 3. Se ti guardi alle spalle, agli ultimi 20 anni e più, da quando è partito il Life Ursus, ti sembra che lo Studio di Fattibilità curato dall’ISPRA sia stato rispettato?

 

Speriamo in questo modo di poter essere d’aiuto alla generale accettazione sociale dell’orso in Trentino.
La video-intervista di Chiara Grassi è caricata sul canale YouTube del Parco Naturale Adamello Brenta.

Buona visione!

CG/

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