Almeno un centinaio di persone hanno assistito sabato sera alla presentazione del nuovo libro del Parco Naturale Adamello Brenta nella sala della cultura di Madonna di Campiglio.

Questa nuova pubblicazione, dal titolo inequivocabile, “Parco Naturale Adamello Brenta”, è il primo volume di una nuova collana che vuole far conoscere il territorio protetto attraverso un approccio “emozionale”. Un regalo che il Parco si è fatto per i suoi 30 anni di vita, raggiunti proprio nel 2018, e che mostra la natura dell’area protetta attraverso la sua bellezza. “Una bellezza che però non deve ingannare –  ha ricordato il presidente, Joseph Masè – perché il Parco è nato per la tutela e la conservazione del nostro patrimonio naturale e ha il dovere di diffondere il più possibile la consapevolezza che il nostro pianeta è in pericolo e che ciascuno di noi può e deve fare la sua parte.”.

Ritmata dalle note melodiose dell’arpa classica di Silvia Cagol, dai brani letti da Vajolet Masè e da intriganti fotografie naturalistiche proiettate a video, la presentazione si è trasformata via via in una raffinata interpretazione del libro che ha raggiunto la sua pienezza durante gli interventi dei quattro autori.

Filippo Zibordi, zoologo e divulgatore ambientale, Anna Demattè, graphic designer, Anna Sustersic, divulgatrice scientifica, e Alessandro Gadotti, fotografo professionista, grazie alle domande poste da Chiara Grassi, sono stati intensi nel trasmettere il fascino della scoperta della natura, attraverso il viaggio sensoriale che hanno voluto riprodurre nel libro. Un viaggio che racconta l’area protetta attraverso immagini, rumori, odori, colori durante il passaggio della natura lungo le quattro stagioni. Ecco dunque il silenzio ovattato dell’inverno, rotto solo dalle campane dei paesi e dai movimenti sparuti di qualche animale sulla neve; ecco la fragranza della primavera che erompe dai prati di fondovalle, fin dentro i masi che si rianimano dopo la pausa invernale; ecco poi il fragore delle acque che ingrossano i torrenti in estate e, infine, il giallo autunnale, che dalle chiome degli alberi sembra scendere fin sulle pellicce degli animali in muta, che si preparano al lungo sonno. Sono piccole tessere della biodiversità straordinaria che il Parco protegge, dettagli della vita di un tempo che ancora in questa parte delle Alpi e’ considerata una ricchezza, quelli che gli autori hanno voluto raccogliere e inserire dentro una corteccia, rappresentata sull’immagine di copertina. Un elemento molto materico che invita subito il lettore a preparare i sensi per cogliere la linfa vitale e il realismo contenuti nel libro. Tra l’altro, involontariamente ma quasi profeticamente, come ha ricordato il direttore del Parco, Cristiano Trotter, “liber”, in latino, significa proprio corteccia quindi copertina più azzeccata sarebbe stata difficile da trovare.

Il volume consta di 208 pagine: 192 di testo più 4 schede esaustive su flora, fauna, geositi e attività dell’uomo nel Parco. E’ redatto in italiano, con traduzione inglese a fronte. Illustrazioni naturalistiche sette/ottocentesche e citazioni dal libro Stagioni, di Mario Rigoni Stern, vivacizzano il testo, la cui chiave di racconto è volutamente inusuale, accattivante e realistica. Ben 182 fotografie accompagnano la narrazione e caratterizzano anche cromaticamente i 4 capitoli (le 4 stagioni), con l’obiettivo di invogliare i fruitori a vivere il Parco lungo l’intero corso dell’anno, anche nelle stagioni meno frequentate.

Per qualsiasi informazione è possibile contattare gli uffici del Parco (0465.806666).

CG/FZ

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