Lo scorso 3 febbraio a Nardò, in provincia di Lecce, il Parco Naturale Adamello Brenta ha potuto dare un importante contributo al percorso che sta portando gradualmente le diciotto aree protette regionali della Puglia a dotarsi della Carta Europea del Turismo Sostenibile (CETS). Per dare l’occasione alle proprie realtà di mettersi a confronto con le esperienze positive di altri parchi naturali, la Regione Puglia, in collaborazione con Federparchi – Europarc Italia, ha organizzato un convegno dal titolo “La Carta Europea del Turismo Sostenibile nelle aree protette: i parchi come luogo di sperimentazione per coniugare tutela e sviluppo del territorio”, a cui sono stati invitati ad illustrare i risultati raggiunti gli esperti del Parco Naturale Adamello Brenta, quale modello di applicazione vincente della CETS.
 
Nella Masseria Torre Nova nel Parco Naturale Regionale Portoselvaggio e Palude del Capitano, davanti ad un folto pubblico, composto principalmente da politici ed amministratori locali, operatori privati e soprattutto dai tecnici delle aree protette pugliesi, tra i molti nomi del settore, hanno quindi relazionato Ilaria Rigatti, referente del Pnab per la CETS fin dalla prima adesione, e Marco Katzemberger, presidente del Club “Qualità Parco”, nonché l’ex presidente Antonello Zulberti, lì in veste di Vicepresidente di Federparchi – Europarc Italia, ma, con la solida competenza anche di chi ha creduto nella Carta e poi contribuito al suo sviluppo proprio nel Parco trentino.
 
Il territorio della Puglia con la consapevolezza di avere un’elevata valenza naturalistica ha da circa un anno messo in atto un’intensa attività di salvaguardia dell’ambiente che intende valorizzare anche attraverso la promozione di forme di turismo sostenibile.
La Carta Europea diventa, in questo contesto, uno strumento efficacissimo grazie ai principi che racchiude e al suo elevato grado di concretezza.
 
La Carta Europea per il Turismo Sostenibile, coordinata da Europarc, di cui Federparchi è la sezione italiana, si pone infatti gli obiettivi di “aumentare la conoscenza e il sostegno per le aree protette europee come parte fondamentale del nostro patrimonio da preservare per la fruizione delle generazioni attuali e quelle a venire” e di “migliorare lo sviluppo sostenibile e la gestione del turismo nelle aree protette, rispettando i bisogni dell’ambiente, dei residenti, delle imprese locali e dei visitatori”.
 
Questo si è tradotto nel Parco Naturale Adamello Brenta con la realizzazione di numerosi progetti ed iniziative che hanno avuto la caratteristica di essere stati prima di tutto condivisi con la popolazione locale e con gli operatori, sia pubblici che privati, in fase di ideazione.
Ad oggi, nel Parco i progetti, realizzati ed in corso, nell’ambito della Carta sono numerosi, di assoluta originalità e spesso di ampio respiro, grazie all’integrazione del Parco nella rete che pone a stretto contatto i 75 parchi europei certificati.
Tra gli ultimi progetti, in ordine di tempo, a cui il Parco si sta dedicando attivamente si possono citare la promozione dei Dolomiti di Brenta Bike, Horse e Trek, tre distinti percorsi ad anello attorno alle Dolomiti di Brenta, da compiere a tappe e in più giorni, dedicati appunto agli amanti rispettivamente della bici, del cavallo e del trekking; il progetto “La Grande Guerra nelle Giudicarie” in cui il Parco, affianco ad altri enti locali, si sta impegnando nel recupero, salvaguardia e valorizzazione delle testimonianze legate alla Prima Guerra Mondiale presenti sul territorio giudicariese, entro il più ampio progetto curato dalla Provincia in tutto il Trentino; insieme ad altri 9 partner internazionali, il Parco è, inoltre, attualmente coinvolto in un progetto finanziato dall’Unione Europea denominato STEPPA, acronimo di  Sustainable Tourism in Enterprises, Parks and Protected Areas (turismo sostenibile nelle imprese, nei parchi e nelle aree protette), in cui si è impegnato a promuovere e rafforzare la cooperazione con le imprese turistiche che operano sul territorio, a partire dagli alberghi “Qualità Parco”.
 
Il Parco Naturale Adamello Brenta aderisce con convinzione alla CETS dal 2006 e da allora la grande capacità acquisita di pianificazione territoriale partecipata e i numerosi risultati raggiunti lo hanno reso un buon esempio per i parchi che intendono avvicinarsi a questa strategia.
 
Tra l’altro, proprio quest’anno il Parco dovrà rivalidare il Piano di azione della Carta per i prossimi cinque anni e sta raccogliendo nuove idee e suggerimenti dalla popolazione residente. Si sono conclusi da poco i forum in Val di Non e a breve riprenderanno nell’area della Val Rendena, Val di Sole e Giudicarie Centrali, a cui seguiranno quelli nelle aree dell’Altopiano e delle Giudicarie Esteriori.

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