E’ on-line il nuovo sito del Parco Fluviale Sarca, una delle eccellenze delle Reti di Riserve del Trentino. E’ attiva la sezione Basso Sarca e, a breve, partirà anche l’altra sezione, Alto Sarca. La "navigazione" all’interno del sito, facile e veloce, agevola chi vuole recuperare informazioni per programmare le visite, effettive, al parco e/o per  partecipare alle varie iniziative. Per altro, da poco, è anche disponibile gratuitamente una app sia per iPhone, sia per Android, "Parco fluviale sarca" in lingua italiana, tedesca e inglese. Strumento innovativo per turisti, scuole e residenti ha bisogno di essere testata e così sul sito www.parcofluvialesarca.tn.it con un "AAA volontari cercasi" (Cosa Facciamo, progetti speciali, app) si invitano coloro che volessero testarla a fornire segnalazione e suggerimenti. Innovativa anche la scelta di mettere in home page una pagina dedicata al Piano di Gestione. ll Piano di gestione della Rete è uno strumento di adozione obbligatoria, previsto dalla legge provinciale 11/07, allo scopo di partecipare concretamente nella gestione del territorio sulla base di tre principi: l’integrazione tra tutela e sviluppo economico delle risorse ambientali; la partecipazione delle comunità locali, attraverso il coinvolgimento del maggior numero di portatori d’interesse; la sussidiarietà responsabile, per cui la Provincia autonoma affida alle comunità locali (Comuni, Comunità di Valle, BIM) il compito di gestire il proprio patrimonio ambientale. Le Reti di Riserve della Sarca – alto e basso corso – hanno avviato assieme il percorso di elaborazione del Piano di Gestione Unitario che dovrebbe concludersi entro dicembre 2015. Le due Reti, sulla base di una convenzione, hanno affidato al Parco naturale Adamello Brenta l’incarico di elaborare il piano di gestione.

http://www.parcofluvialesarca.tn.it/basso.sarca/ è dunque l’indirizzo del nuovo sito e riguarda il basso corso del fiume Sarca che si estende dalla forra del Limarò alla foce nel Lago di Garda, per uno sviluppo complessivo di 27 km. Laghi, paesaggi lunari, campi coltivati e sentieri suggestivi caratterizzano questo ambiente conosciuto ai più per il clima mite che lo ha reso in passato e lo rende tutt’oggi un percorso preferenziale dei viaggiatori che scendono verso il Garda alla ricerca dell’ambiente mediterraneo. Un territorio popolato fin dall’antichità dove ponti, castelli e chiese aiutano a leggerne la storia. All’interno del Parco Fluviale si trovano ben diciotto aree protette con habitat differenti, che rendono il parco un importante serbatoio di biodiversità per la presenza di molte specie di flora e fauna, alcune delle quali trovano qui l’unica presenza in tutto il Trentino. Nel suo insieme costituisce un corridoio ecologico importante, che connette il Lago di Garda, le Aree Protette esistenti e il Parco Adamello-Brenta. Nella sua parte bassa sono presenti ben cinque laghi: i tre maggiori di S. Massenza, Toblino e Cavedine e i due piccoli gioielli del Lago Bagattoli e del Laghisol.La Rete delle Riserve è uno strumento introdotto dalla legge provinciale. 11/07, per gestire e valorizzare le aree protette in modo più efficace e con un approccio dal basso, attivato su base volontaria dai comuni in cui ricadono sistemi territoriali di particolare interesse naturale, scientifico, storico-culturale e paesaggistico. Lo strumento non impone nuovi vincoli d’uso (permangono quelli previsti dalla normativa vigente) e promuove una gestione attiva e condivisa delle aree protette attraverso la definizione di un Piano di Gestione unitario elaborato con il concorso di tutte le realtà che vivono ed operano nel territorio. La Rete di Riserve del basso Sarca è stata istituita il 28 settembre 2012. Gli enti promotori della Rete del basso Sarca sono: i comuni di Arco, Calavino, Cavedine, Dro, Lasino, Nago Torbole, Padergnone, Riva del Garda, Vezzano, le Comunità di Valle dell’Alto Garda e Ledro e della Valle dei Laghi, il BIM Sarca Mincio Garda (ente capofila) e la Provincia autonoma di Trento. La Rete del basso Sarca è composta dal fiume Sarca e le sue aree di protezione fluviale (dalla forra del Limarò alla foce del Lago di Garda), la riserva provinciale del lago di Toblino, i laghi di Cavedine e Santa Massenza con le loro aree di protezione lacustre, le riserve provinciali delle Marocche e del Monte Brione, il SIC del Monte Brento, del Bus del Diaol, le riserve locali Ischia di Sopra, le Gere e Val di Gola, l’area di Bosco Caproni. E’ previsto il suo ampliamento con l’inclusione delle rogge di Ranzo e di Calavino, del Rimone e di altre porzioni di territorio funzionali al miglioramento delle connessioni ecologiche. La Rete promuove un nuovo approccio al fiume, ai laghi e alle aree protette e ha, fra gli obiettivi, la ricerca di un’ottimale integrazione tra esigenze di conservazione, valorizzazione e riqualificazione degli ambienti naturali con lo sviluppo delle attività umane ed economiche; mantenere uno stato di conservazione soddisfacente per le specie e gli habitat dei siti Natura 2000; migliorare la capacità ecologica del fiume Sarca; promuovere la mitigazione e compensazione degli impatti idro-morfologici dei corsi d’acqua e dei laghi; perseguire il miglioramento della qualità chimico-fisica delle acque; migliorare il grado di fruibilità e accessibilità alle aree protette; recuperare e sviluppare i legami delle comunità locali con il fiume e le aree protette anche attraverso percorsi informativi e formativi; promuovere e qualificare l’offerta turistica sostenibile riconoscendo nel territorio il primo fattore di attrattiva. (fs)

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