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Lo stallone di Trivena, in val di Breguzzo, è oggi un “Nodo di storie”. L’edificio tradizionale, in passato lo stallone della malga, è stato riconvertito al fine di ospitare oggetti, installazioni, foto, testimonianze scritte e quant’altro possa servire a “raccontare” la storia della val di Breguzzo. Una storia fatta di lavoro, di cave e miniere, di acqua, di natura, di pascoli e animali, ma anche di una guerra che ha lasciato i suoi segni ancora visibilissimi, sentieri, teleferiche, trincee, e oggetti appartenuti ai soldati. L’inaugurazione del “Nodo di storie”, e la presentazione degli interventi fatti su alcuni sentieri Sat per renderli perfettamente “leggibili” a chi li percorre, e che esplorano altrettanti aspetti della valle, in particolare “Orizzonti liberi” e  “Passi nella storia”, è prevista sabato 30 luglio, a partire dalle ore 9. Saranno presenti i rappresentanti dei diversi soggetti che hanno contribuito a tagliare questo importante traguardo: il Parco Naturale Adamello Brenta, il Comune di Sella Giudicarie, la Provincia autonoma di Trento e numerosi attori territoriali, a partire dalla scuola primaria di Bondo e Breguzzo e dalla sua cooperativa scolastica “Che scoperta Plumplumer”. Parteciperà anche il Coro Cima Ucia.

Questo il programma della giornata di sabato 30 luglio:

Ore 9.00: escursione guidata al rif. Trivena – Val di Breguzzo. Ritrovo al parcheggio Pianone e salita con gli operatori del Parco

Ore 11.30: inaugurazione e presentazione dei percorsi “Orizzonti liberi” e “Passi nella storia”. Saranno presenti:

– il sindaco del comune di Sella Giudicarie;

– una funzionaria del servizio sviluppo sostenibile aree protette della Provincia autonoma di Trento;

– un assessore del Parco Naturale Adamello Brenta;

– l’assessore al artigianato, commercio, promozione, sport e turismo, della Provincia autonoma di Trento.

Ore 14:30: visita alla cava di marmo

Scarica la locandina dell’inaugurazione.

Lo stallone presso il rifugio Trivena, di proprietà del comune di Sella Giudicarie, è stato recuperato e parzialmente allestito a struttura “museale” (una parte continua ad essere utilizzata dagli allevatori) dal Parco Naturale Adamello Brenta, con risorse messe a disposizione dal Piano di Sviluppo Rurale. L’edificio è stato nei secoli un punto di riferimento per persone diverse. Per i malgari, naturalmente, ma anche per i cavatori di marmo che lavoravano alle cave della valle fino agli anni 60, e più recentemente anche per gli escursionisti. Inoltre, assieme alle montagne circostanti, è stato testimone delle vicende della Grande Guerra, le cui tracce sono tutt’oggi ben visibili, specie alle alte quote. L’edificio è stato ora fatto “rivivere”, senza modificarne la fisionomia originaria, con tutta una serie di oggetti – oltre una settantina – ed alcune installazioni, che richiamano la storia e la cultura della valle di Breguzzo. Abbiamo ad esempio le testimonianze dell’attività estrattiva, pietre e attrezzi utilizzati dai cavatori; in val di Breguzzo e val d’Arnò è stato cavato, fino alla alla metà del ‘900, un marmo bianco candido di gran pregio. Lo stallone raccoglie inoltre diverse testimonianze della Prima guerra mondiale, fra cui numerosi oggetti di uso comune appartenenti ai soldati. Non poteva mancare inoltre un’installazione in legno che richiama la mungitura, praticata per lungo tempo qui e in altre malghe del territorio; un’attività che continua anche oggi.

L’edificio sarà visitabile in autonomia negli stessi periodi di apertura del vicino rifugio, che ne garantirà l’apertura quotidiana.

La giornata di sabato consentirà inoltre di presentare gli interventi fatti su alcuni sentieri della zona, in particolare con l’installazione di pannelli che raccontano le loro particolarità storiche e naturalistiche.

Il primo è “Orizzonti liberi”, che si snoda alla testata della val di Breguzzo tra il Passo del Frate, 2249 m., e la Bocchetta del Cop di Casa (Porte di Trivena), 2776 m., mantenendosi quasi sempre sul filo di cresta. I paesaggi mozzafiato che si aprono una volta in quota, l’ambiente morfologico periglaciale, la fauna e la flora tipiche delle praterie alpine e le straordinarie vestigia della Grande Guerra lungo il percorso ne fanno una meta molto interessante. Il tratto compreso tra la cima Ucia e il Passo Boldone presenta alcuni passaggi con difficoltà tecniche da Escursionisti Esperti, obbligatorio imbraco e attrezzatura da ferrata EEA.

Il percorso prevede diversi accessi, che partono da più valli, tutti su sentieri Sat.

Il secondo è “Passi nella storia”, sentiero proposto dagli alunni della Cooperativa scolastica “Che scoperta Plumplumer” della scuola primaria di Bondo e Breguzzo (a.s. 2008/2009), che sono stati impegnati in un progetto pluriennale di indagine, conservazione, ripristino e valorizzazione culturale della zona, dando vita ad un tracciato di grande valore culturale, storico e naturalistico. Il percorso si sviluppa sui due rami principali della val di Breguzzo, in val d’Arnò e in val di Trivena.

Un terzo percorso è stato inoltre ripristinato dal Parco Naturale Adamello Brenta: è il “Senter de le fede” (“fede” è forma dialettale per “pecore”). Il tracciato escursionistico segnavia 223B, che parte da ponte Pianone e raggiunge malga Acquaforte, è un antico sentiero utilizzato dai pastori per trasferire le greggi nei pascoli di alta quota. Si arrampica lungo la sponda idrografica destra del torrente Arnò. L’ ambiente lussureggiante, che inebria di verde e di frescura grazie alle grandi felci e agli aceri montani, rende l’atmosfera veramente corroborante.

Oltre ai soggetti già nominati, hanno dato il loro contributo il Gruppo culturale Bondo Breguzzo, che ha anche realizzato un video sull’attività mineraria e le cave di marmo, “Simile a Carrara”, che verrà presentato il prossimo autunno, ed inoltre la Sat e tutti coloro che hanno donato dei reperti con cui è stato possibile realizzare gli allestimenti dello stallone.

 

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