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L’aquila reale, un esemplare femmina, era stata rinvenuta priva di forze e incapace di muoversi proprio in val di Borzago, lo scorso 24 novembre 2010 e consegnata al Centro di Recupero dell’Avifauna Selvatica della Provincia autonoma di Trento, Servizio Foreste e Fauna, gestito dalla LIPU, la Lega Italiana per la Protezione degli Uccelli, in località Casteller di Trento. A trovarla erano stati alcuni cacciatori locali, che l’hanno prontamente consegnata alla Stazione Forestale di Spiazzo Rendena.
L’animale appariva molto debilitato, con paralisi degli arti inferiori, pesava poco meno di 4 kg. L’aquila è stata subito visitata dal dottor Diego Sebastiani della clinica “Animal Care” di Trento, specializzato proprio in microchirurgia sui rapaci. La visita ha consentito di stabilire che le condizioni precarie di salute erano dovute ad una intossicazione alimentare. Dopo tre settimane di terapia, con alimentazione graduale e trattamento farmacologico effettuati dal personale del Centro di Recupero dell’Avifauna Selvatica – il responsabile Sergio Merz affiancato da Silvia Nones e Gaetano Mazza – l’aquila ha cominciato lentamente a recuperare l’uso delle zampe e degli artigli, fino a conseguire un recupero totale. Al momento dell’arrivo al Centro le condizioni dell’aquila non lasciavano molte speranze ma, grazie anche alla tempestiva consegna alla struttura del Casteller e all’impegno dei volontari LIPU, è stato possibile riabilitarla completamente.
Il 22 dicembre è stata effettuata una prova nel tunnel di volo per la verifica delle condizioni generali dell’animale. Sono state inoltre condotte altre prove, sia di volo che di presa con gli artigli, e sono state verificate le capacità di trascinamento delle prede. In 45 giorni di ricovero l’aquila aveva recuperato 1,2 kg, arrivando al peso di 5 kg, per un’apertura alare di oltre due metri. Visto l’esito positivo si è quindi deciso di liberare al più presto il rapace proprio in Val di Borzago, sul luogo del ritrovamento, invitando anche chi lo aveva rinvenuto in condizioni disperate, oltre ai locali amministratori e al personale del Centro di Recupero dell’Avifauna Selvatica e della Stazione forestale di Spiazzo Rendena. Decisamente positivo l’esito delle operazioni: appena aperta la gabbia, l’aquila ha spiccato il volo verso i primi alberi, dove ha sostato parecchi minuti per riprendere l’orientamento, prima di lanciarsi nuovamente in volo.
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