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Un intervento molto atteso che sta per diventare realtà: parliamo della rinaturalizzazione dell’area montana dei laghi di Cornisello, alla testata della val Nambrone, un luogo tra i più suggestivi del territorio del Parco Naturale Adamello Brenta, che negli anni 50 fu interessato da un intervento, mai concluso, di sfruttamento idroelettrico. Stamani è stato firmato un accordo che, facendo seguito ad altre decisioni già assunte in epoca recente dai diversi soggetti interessati, impegna la Provincia autonoma di Trento, il Comune di Carisolo e il Parco Naturale Adamello Brenta a realizzare degli interventi per la rinaturalizzazione e il recupero paesaggistico dell’area. Alla firma l’assessore provinciale al turismo Roberto Failoni, il presidente del Pnab Walter Ferrazza e il sindaco di Carisolo Arturo Povinelli. Fra gli interventi è prevista la demolizione della stazione a monte della teleferica di cantiere costruita a suo tempo per supportare la realizzazione  dell’impianto idroelettrico Cornisello-Santo Stefano, e  delle altre opere accessorie. Prevista inoltre la riclassificazione stradale del tratto che da piazzale di attestamento delle auto – al bivio per il laghi di Cornisello – sale verso il rifugio, che sarà inibito al traffico tranne che per gli aventi permesso.

 “L’alterazione del paesaggio e la perdita di biodiversità che certe aree hanno conosciuto in passato per la realizzazione di opere infrastrutturali poi decisamente superate o, come in questo caso, mai portate a termine – sottolinea il presidente Ferrazza – richiedono in maniera sempre più pressante una stretta sinergia fra tutti gli enti pubblici coinvolti. Questo accordo rappresenta un esempio di come si debba intervenire in questi casi, unendo le forze e impegnandosi, ognuno per la propria parte, a riqualificare sul piano ambientale e naturalistico zone di grande valore ambientale”.

Per l’assessore Failoni “parliamo di un luogo di eccezionale bellezza, che oltre ai laghi di Cornisello comprende anche il lago Nero, una delle mete paesaggisticamente più significative del massiccio dell’Adamello Presanella. Intervenendo per il recupero e la rinaturalizzazione di un’area così l’ente pubblico viene a svolgere, io credo  anche una missione educativa nei confronti dei tanti turisti che la visitano. Il messaggio è: uniamo le forze non solo per rimuovere le ferite che l’uomo ha arrecato in passato ma anche per tutelare il territorio oggi, adottando comportamenti sostenibili e rispettosi dell’ambiente”.

Per il sindaco Povinelli “parliamo di un intervento molto atteso, che interessa oltre alla stazione a monte della teleferica anche tutta una serie di altri manufatti costruiti all’epoca della prevista realizzazione della diga e dell’impianto idroelettrico della SISM-Società Idroelettrica Sarca Molveno. In quest’area è in corso inoltre la ristrutturazione del rifugio Cornisello, realizzato originariamente in quella che era la struttura in cui alloggiavano le maestranze del cantiere. Il risultato finale sarà sicuramente di grande importanza per la valorizzazione sia della val Nambrone sia per le aree vicine”.

La Provincia autonoma di Trento si incaricherà delle previste demolizioni e della riclassificazione della strada a monte del divieto di transito veicolare che verrà disposto dal Comune di Carisolo. Il Parco e il Comune si impegnano a loro volta, per quanto di loro competenza, a favorire gli interventi di riqualificazione ambientale dell’area.

La realizzazione dell’impianto idroelettrico dell’alta Val Nambrone si inquadra, lo ricordiamo, nel disegno più generale di sfruttamento delle acque del Trentino occidentale a fini idroelettrici, avviato dall’ENEL (allora SISM) negli anni 50. A mettere la parola fine al progetto pensato per la zona di Cornisello fu la contrarietà manifestata dalla popolazione a cui si aggiunse l’esito del disastro del Vajont (1963) che impose un ripensamento generale degli interventi di questo tipo.

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