La nuova guida “Lo stambecco”

Dalla collaborazione tra Parco Naturale Adamello Brenta, Parco Regionale dell’Adamello e Parco Nazionale dello Stelvio – tre enti storicamente impegnati nella conservazione dello stambecco e protagonisti di alcuni importanti progetti di reintroduzione che hanno portato l’ungulato a ripopolare nuovamente “il cuore verde delle Alpi – è nato “Lo stambecco”, guida divulgativa di formato tascabile, semplice e di facile lettura che insegna a conoscere, riconoscere e rispettare lo stambecco. La  pubblicazione, ideata da Claudio Ferrari, Andrea Mustoni (Parco Naturale Adamello Brenta), Luca Pedrotti (Parco Nazionale dello Stelvio) e Vittorio Ducoli (Parco dell’Adamello), è stata realizzata con il coordinamento di Giulia Andina, Viviana Viviani e Filippo Zibordi del Parco Naturale Adamello Brenta e segue un’analoga guida realizzata nel sull’orso bruno nel 2003.Attraverso disegni, immagini, schede esplicative, mappe, tabelle, grafici e brevi testi esplicativi il lettore impara, pagina dopo pagina, a conoscere le caratteristiche dello stambecco. Nella sezione “biologia” vengono illustrate le specie esistenti nel mondo, la distribuzione dello stambecco sulle Alpi, come è fatto, dove vive, cosa mangia, la socialità e il ciclo di vita, la riproduzione e la dinamica della popolazione. Nella parte dedicata allo “stambecco e l’uomo” si illustrano le cause della sua progressiva scomparsa, le strategie di protezione, il ruolo del Parco Nazionale del Gran Paradiso, il ritorno sulle Alpi, le reintroduzioni, il ritorno nei tre parchi e il futuro della specie. Infine un’ampia sezione è dedicata al “manuale di campo” con tutti i consigli e i suggerimenti per riconoscere lo stambecco.Per quanto riguarda la distribuzione, è stimato che oggi, su tutto l’Arco Alpino, dalle Alpi Marittime occidentali (Francia-Italia) alle Alpi Calcaree orientali (Austria-Slovenia), siano presenti 47mila stambecchi suddivisi in circa 180 popolazioni. La distribuzione è molto frammentata e il numero di animali molto inferiore rispetto alla distribuzione potenziale.Sull’Arco Alpino Italiano gli stambecchi sono 14.500 raggruppati in 63 colonie, la maggior parte di piccole dimensioni (meno di 150 individui). Il 70% degli animali è compreso in sole tre province: Aosta, Torino, Sondrio. Gli studiosi sostengono che in base alla morfologia e alle disponibilità alimentari le Alpi italiane potrebbero ospitarne almeno il doppio. Nei tre parchi dell’Adamello Brenta, dell’Adamello e dello Stelvio, tra il 1967 e il 2006, sono state realizzate alcune operazioni di reintroduzione che hanno portato ad una presenza consolidata della specie con circa 300 esemplari, così ripartiti: nel Parco Nazionale dello Stelvio, zona di Livigno (235, presenza per immigrazione naturale dal 1920), Rezzalo-Canè (77, presenza per reintroduzione dal 1993), Cancano (60, presenza dal 1992 per reintroduzione), Umbrail (30, dal 1973 per immigrazione naturale), Zebrù-Braulio (613, dal 1967-68 per reintroduzione) e nell’area Gavia-Redival (70, dal 1992 per reintroduzione). Nel Parco dell’Adamello le colonie si trovano in Val Malga (130-140 capi, dal 1995 per reintroduzione) e a Malga Zumella (30, dal 1996 per reintroduzione). Infine nel Parco Naturale Adamello Brenta in Val Genova (56, dal 1998 per reintroduzione) e in Val di San Valentino (63, dal 1995 per reintroduzione).Titolo: “Lo stambecco”
Editore: Parco Naturale Adamello Brenta
Collana: “Guide del Parco”
Anno di pubblicazione: 2008
Impaginazione: Matteo Ciaghi
Prezzo di copertina: 5 euro
 

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