Martedì 24 erano 62 gli apicoltori riuniti presso il Comune di Strembo che hanno risposto all’invito del Parco e dell’Associazione “Qualità Parco” a partecipare al convegno “La morìa delle api negli alveari, cause e rimedi”, l’analisi di un fenomeno che dall’autunno scorso sta decimando le popolazioni di api negli alveari con conseguenze economiche disastrose per le aziende. Una situazione di emergenza dovuta alla diffusione di un acaro, la Varroa, che deve essere affrontata con le corrette informazioni e un coordinamento d’insieme tra gli operatori del settore. 
Con due esperti relatori, il dott. Paolo Fontana della Fondazione Edmund Mach, e Sergio Benetti, apicoltore professionista trentino, il convegno ha approfondito sia le cause del fenomeno che le giuste accortezze da osservare per contrastarle in tempo.

La Varroa è un acaro parassita dell’ape mellifera che si presenta ciclicamente ogni due o tre anni a seguito di anomalie climatiche locali ma anche di scala globale. 
Il 2011 ha presentato comportamenti climatici inconsueti rispetto alla normalità con un inverno mite, ritorno di basse temperature, piovosità su fioriture primaverili in alcune aree, scarsa piovosità estiva, elevate temperature estive, scarsità di risorse alimentari per le api in estate. Parallelamente, sono stati osservati comportamenti preoccupanti delle colonie di api con aumento di virus, api tremolanti o con addome gonfio ma soprattutto riduzione sistematica delle api negli alveari.
Dopo numerose analisi su campioni effettuati alla Fondazione Mach, ci si è resi conto che la diffusione di Varroa ha indebolito le api e le ha esposte all’attacco di virus particolarmente violenti. 
Ecco, dunque, che i rimedi si devono individuare soprattutto nella prevenzione degli attacchi da Varroa in modo che eventuali virus risultino innocui sulle colonie.
Oltre alle tecniche più pratiche per contrastare il parassita spiegate al convegno, la strategia suggerita dagli esperti è quella di creare una rete coordinata tra gli apicoltori che possano monitorare eventuali segnali della presenza di Varroa e permettere anche a tutti gli altri di contrastarne precocemente la propagazione.

Molto soddisfatto della grande partecipazione, Gilberto Masè, Assessore rappresentante del Parco alla serata, ha voluto sottolineare che, proprio grazie a iniziative come questa, il Parco sta offrendo un impegno concreto perché la qualità diventi un interesse condiviso da tutto il territorio dell’Adamello – Brenta. 
Questo era infatti il terzo appuntamento formativo dedicato alla categoria degli apicoltori. Gli altri due si sono svolti a Villa Santi e hanno riguardato, il primo, l’etichettatura e la selezione locale di api regine con il dott. Massimo Ferrari e il dott. Paolo Fontana, mentre il secondo, l’utilizzo in cucina dei vari tipi di miele QP con lo chef stellato Alfio Ghezzi.
Un ciclo che sta riscuotendo molto consenso con sempre nuove adesioni e che probabilmente vedrà altri due incontri importanti: uno per spiegare i tempi corretti e le tecniche di azione contro la Varroa e l’altro sulla fecondazione delle api regine. 
Per informazioni al riguardo rivolgersi al Parco a Valentina Maestranzi Catia Hvala 0465 806639.

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