I progetti di mobilità sostenibile ideati e promossi dal Parco Naturale Adamello Brenta sono stati inseriti, quali esempi di buone pratiche in tema, appunto, di mobilità, nel rapporto di sintesi sulla mobilità sostenibile nell’Arco alpino redatto da Alparc (Rete delle aree protette alpine).

Il dossier è la tappa conclusiva di un articolato percorso di analisi che comprende anche le conclusioni del seminario “Mobilità sostenibile e aree protette alpine” organizzato a L’Argentière-la-Bessée nel giugno 2008.

Attraverso il documento e gli esempi in esso descritti le aree protette alpine si presentano come promotrici di buone pratiche negli spostamenti dolci.

Ancora, il dossier è il risultato di un lavoro comune delle aree protette alpine che ha contribuito ai lavori del Gruppo “Trasporti” della Convenzione delle Alpi, che saranno presentati ai ministri degli otto paesi alpini in occasione della X Conferenza delle Alpi (10-12 marzo 2009, Evian/F).

Il rapporto affronta le problematiche in essere e illustra proposte di azione, sperimentate con successo in numerosi parchi tra i quali l’Adamello Brenta, per una gestione sostenibile della mobilità verso e nelle aree protette alpine.

Alparc è nata nel 1995, riunisce tutti i tipi di aree protette di grandi dimensioni presenti nel perimetro della Convenzione delle Alpi. Essa permette uno scambio intenso tra i parchi alpini, le riserve naturali, le riserve di biosfera, le zone di tranquillità e molte altre forme di protezione, senza dimenticare le implicazioni legate agli organismi e alle istituzioni di protezione della natura, agli attori locali, alle popolazioni e agli operatori scientifici.

L’obiettivo è quello di applicare concretamente il protocollo “Protezione della natura e tutela del paesaggio” della Convenzione delle Alpi. I paesi che hanno firmato questo trattato internazionale sono la Germania, l’Austria, la Francia, l’Italia, il Principato di Monaco, il Principato del Liechtenstein, la Slovenia e la Svizzera.

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