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Accessibilità e sostenibilità. A fronte dell’aumento delle presenze di turisti nelle valli del Parco naturale Adamello Brenta (più 10% nell’estate 2019 rispetto allo scorso anno), la mobilità merita di essere ripensata. Se ne è discusso ieri nell’ambito del convegno promosso a Portolo da Parco, Federparchi, Comune di Ville d’Anaunia e Apt Val di Non. “Muoversi scegliendo modalità di spostamento ecosostenibili come l’andare a piedi, in bicicletta, utilizzare i mezzi pubblici o condivisi è la scelta giusta per preservare la nostra salute, quella di ogni essere vivente e dell’intero ecosistema. Si tratta di azioni evidentemente condivisibili da tutti, ma è ancora esiguo il numero di cittadini che mettono in pratica questi comportamenti virtuosi” ha evidenziato il vicepresidente della Giunta provinciale Mario Tonina, assessore all’urbanistica, ambiente e cooperazione, accanto al quale erano presenti – tra gli altri – il sindaco di Ville d’Anaunia Francesco Facinelli, l’assessore della giunta esecutiva del Parco Gloria Concini e il conduttore Patrizio Roversi, volto della fortunata trasmissione tivù “Turisti per caso”.

L’evento di oggi ha portato nel piccolo borgo della Val di Non decine di persone per discutere e riflettere sul valore aggiunto che vivere in maniera slow le aree naturalistiche come Tovel porta all’esperienza dei visitatori. Proprio nella valle del lago rosso, dal 2004 si applicano strategie di mobilità sostenibile e negli ultimi anni è stata avviata una sperimentazione con la predisposizione di un parcheggio di attestamento nel centro abitato di Tuenno, il potenziamento dei bus navetta e la chiusura della valle al traffico motorizzato durante alcune ore del giorno (salvo autorizzati) nel momento in cui i parcheggi disponibili sono occupati.

“Il futuro piano della mobilità della Provincia autonoma di Trento punterà sulla sostenibilità – ha detto Tonina – La struttura portante della mobilità sostenibile collettiva sarà costituita dal trasporto pubblico locale con priorità alla ferrovia, affinché la mobilità individuale privilegi modalità a minor impatto ambientale. Proprio per questo, in Trentino si sta attuando il piano provinciale per la mobilità elettrica, anche attraverso il riconoscimento di specifici incentivi. Queste politiche compongono un quadro globale ben più complesso che, attraverso la nuova Strategia provinciale per lo sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, andranno significativamente migliorate”. Oltre agli aspetti ambientali in tutte le sue sfaccettature (energia, tutela dell’aria e dell’acqua, paesaggio, biodiversità, messa in sicurezza del territorio), la l’Agenda tocca direttamente e trasversalmente molte altre politiche, tra cui la mobilità e la vivibilità dei territori. “Si tratta di sfide globali e dunque la nostra Provincia non può sottrarsi a un percorso di ulteriore miglioramento” ha osservato il vicepresidente, che ha fatto riferimento ai risultati del percorso promosso dalla Giunta con gli Stati generali della Montagna e alle sfide legate al riconoscimento Dolomiti Unesco, oltre che all’appuntamento delle Olimpiadi invernali del 2026. “Il principale terreno su cui giocare la sfida della sostenibilità è quello culturale, per fare in modo che tutti i settori della nostra società siano pronti a cogliere i segnali del cambiamento e a svolgere il proprio ruolo in un percorso di sviluppo orientato al futuro – ha concluso Tonina -. Per questa ragione appare evidente la necessità di accompagnare il processo di formazione della Strategia con una specifica attenzione prioritariamente alla comunicazione, all’informazione e all’educazione”.

Il primo cittadino Francesco Facinelli, che ha aperto i lavori, ha espresso il proprio personale augurio che appuntamenti di confronto come quello di Portolo possano favorire la diffusione di una cultura diversa. Un punto di partenza per trasformare in un’opportunità ciò che a prima vista appare come un problema. “La nostra amministrazione comunale – sono state le parole del sindaco – ha discusso in più occasioni con il Parco dell’individuazione di sistemi innovativi di mobilità per la gestione dell’afflusso di veicoli in Val di Tovel, che appare in costante crescita negli ultimi anni, anche per via della diffusione di immagini spettacolari sui social. Sono convinto che il nodo non possa essere risolto semplicemente individuando nuove aree dove sistemare automobili e motocicli, ma offrendo percorsi e servizi alternativi per vivere la mobilità come parte integrante dell’attrazione turistica”. L’obiettivo del Parco – ha evidenziato il direttore Cristiano Trotter – è quello di ridurre l’impatto della presenza umana nelle valli e proporre un approccio rispettoso delle caratteristiche ambientali dei territori.

Diversi sono stati gli spunti di riflessione offerti dall’assessore Gloria Concini, membro della giunta esecutiva del Parco naturale Adamello Brenta: “Abbiamo il privilegio di vivere in un contesto ambientale straordinario: dobbiamo esserne custodi attenti, consapevoli di essere responsabili di ogni scelta procrastinata o non ragionata in termini di sostenibilità e conservazione”. L’impatto dei flussi veicolari – ha detto Concini – non è solo legato all’inquinamento. Le infrastrutture della viabilità comportano frammentazione ambientale, modificano il paesaggio naturale rendendolo simile a quello urbano, con la conseguente perdita del valore ambientale e dell’attrattività del territorio. Turismo e mobilità sono due facce della stessa medaglia, quando si parla di aree protette: se i due aspetti non vengono trattati insieme, se le strategie nei due ambiti non sono coordinate, si rischia di riproporre modelli di caoticità tipici delle aree urbane proprio nei luoghi che i visitatori scelgono per sperimentare il contatto diretto con la natura”.

(ab)
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