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A quasi due mesi dal suo insediamento, il neo presidente del Parco Walter Ferrazza è stato intervistato dalla giornalista Denise Rocca, circa questo suo nuovo ruolo e gli obiettivi di lungo periodo che si prefigge di raggiungere durante il suo mandato.
L’intervista è uscita sul mensile Giornale delle Giudicarie del mense di marzo.

Ferrazza risponde a sei domande:

–  Un presidente cacciatore per un parco naturalistico. Che suoni come un paradosso l’hanno subito detto in tanti, cosa risponde alle critiche?
–  Sarà il suo un mandato in continuità o in rottura con quanto fatto dall’ente nella scorsa legislatura?
–  Come si è arrivati al suo nome?
–  Ci dica tre priorità per il parco, guardando ai prossimi 10 anni.
–  Qual è la sua versione dell’ente parco e del suo ruolo nel territorio?
–  Rapporto con l’orso: è il simbolo del Parco, ma c’è già il rinnovo delle proteste di allevatori per le incursioni negli allevamenti. Che posizione adotterà l’ente parco?

Brevemente, Ferrazza sostiene che la caccia e la conservazione non sono necessariamente l’una l’antagonista dell’altra, tutt’altro;  questo, se “la volontà è quella di essere realmente e oggettivamente a favore della protezione della fauna e della natura in generale“.
E’ sua intenzione e della sua Giunta puntare alla continuità rispetto alla legislatura precedente, come indicato in una delle cinque linee programmatiche presentate nel suo documento di legislatura durante il Comitato di Gestione che lo ha eletto lo scorso 4 febbraio.

Sicuramente la sua visione di Parco mette al centro il ruolo attivo delle Comunità, con le quali l’Ente dovrà interagire in maniera sempre più fattiva per raggiungere l’obiettivo comune di “salvaguardia e protezione in maniera unitaria e coordinata dell’ambiente, del territorio, del paesaggio e della sua cultura identitaria”. Insomma un Parco per la comunità, in grado di rivestire quel ruolo di soggetto autorevole che negli anni si è guadagnato sul campo.

QUI puoi scaricare l’articolo integrale

A questo link puoi leggere il numero del Giornale delle Giudicarie di marzo.

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