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Giovedì 29 agosto alle ore 20.30 un incontro all’interno della mostra “L’alpe e la selva” dal titolo “Dentro l’arte, dentro il paesaggio” nelle chiesa di San Barnaba a Bondo. A conversare sul tema in occasione della presentazione al pubblico del catalogo: Cristiano Trotter, direttore del Parco Naturale Adamello Brenta, Roberta Bonazza, curatrice della mostra (insieme a Gabriele Lorenzoni della Galleria Civica di Trento Mart), Giovanni Bazzoli, con una sua ricerca sul genius loci dell’alpe e Warin Dusatti, esperto d’arte.

Nella mostra “L’alpe e la selva”, tradizione pittorica e contemporaneo si incontrano per raccontare la relazione tra lo spazio aperto del pascolo, fascia verde generativa che da millenni l’uomo abita nelle transumanze estive, e lo spazio ombroso e misterioso della selva boscosa. Nella sacralità dell’architettura della chiesa di San Barnaba sono esposte alcune grandi vedute alpestri di pittori di fine Ottocento e inizio Novecento: Bartolomeo Bezzi, Luigi Bonazza, Alcide Davide Campestrini, Carl Ebert, Attilio Lasta, Hans Maurus e Luigi Vicentini. Oltre a queste, un’importante scultura dell’artista gardenese Willy Verginer dal titolo “La casa di Noè”.

Le opere scelte propongono, nel loro racconto visivo, un equilibrio tra pascolo e cime, in cui i verdi dei prati e la luce dei monti non si lasciano intimorire dalle verticalità maestosa delle vette. Un’armonia compositiva che mette al centro l’alpe, intesa come luogo soglia tra il bosco e l’alta quota, incontro e reciprocità tra uomo e natura. Un dialogare e un far parte del paesaggio dove l’uomo da millenni lascia traccia del suo operare, molto prima del desiderio di conquista delle alte cime.

Un percorso che svegli il genius loci di un territorio dove è lunga la lista di pastori che hanno battutto i sentieri ripidi che dalla valle salivano ai pascoli di montagna. I loro volti sono scomparsi nella veloce trasformazione del dopoguerra, e con loro “le bestie”, gli animali compagni dei giorni. Alcuni però si ritrovano nel percorso espositivo, immortalati da riproduzioni di grande formato di fotografie d’epoca.

La grande scultura La casa di Noè dell’artista gardenese Willy Vergine si scopre nella sagrestia e fa pensare ad una continuità di senso nel guardare al rapporto attualissimo tra uomo e natura in un momento di particolare fragilità degli equilibri fra ecosistemi.

La mostra è promossa dal Comune di Sella Giudicarie con la Galleria Civica di Trento, Mart e il patrocinio del Parco Naturale Adamello Brenta. Aperta fino all’8 settembre con orario 10-12/16-18.30 e 20-22. Curata da Roberta Bonazza con Gabriele Lorenzo della Galleria Civica di Trento (Mart).

 

 

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