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Dall’Ambiente a Zanzibar: l’alfabeto del Parco

Sedersi, chiudere gli occhi, provare a scomporre e ad analizzare ogni questione, cercare soluzioni guardando anche oltre ai propri limiti: un esercizio che, ogni fine anno, mi aiuta a verificare gli interrogativi che da amministratore sono chiamato a risolvere.
Avendo alle spalle un anno impegnativo anche per il Parco che ho l’onore di presiedere, vi propongo questo piccolo esercizio, che mi auguro possa contenere qualche utile indicazione per il 2024, e non solo per la nostra area protetta, perché le sfide e gli interrogativi che interessano l’Adamello Brenta sono comuni un po’ a tutto l’arco alpino. Il sistema di scomporre un problema complesso in più sottoproblemi elementari mi ha spinto quest’anno, forse complice la recente rielezione, che considero una sorta di nuovo inizio, a servirmi delle lettere.

Ripartendo dalla A, ho provato a riempire di immagini, di suggestioni e di impegni tutto l’alfabeto.

A Ambiente: da difendere e anche da valorizzare.
La sfida di un’area protetta oggi in sintesi sta tutta qui. Nel perseguire assieme questi due obiettivi, anche quando sembrano in contraddizione fra loro, così che ogni scelta che facciamo possa considerare i vantaggi per entrambi. È doveroso studiare nuove indicazioni e parametri per far sì che gli interessi concreti delle comunità non danneggino ambiente, rispettandone e preservandone invece il valore. Ma senza precludere la possibilità di impiegare utilmente le risorse che l’ambiente ci mette a disposizione.
B Biodiversità: riuscire a fare capire che è un valore, sebbene comporti lo sforzo di far convivere a volte specie apparentemente inconciliabili.
Nella varietà – di specie, ambienti, paesaggi – la vita si rinnova e si rafforza. Preservarla vuol dire preservare noi stessi. Siamo pronti a fare e a condividere esperienze e ricerca.
C Case del Parco: sono sette, e sono le nostre vetrine sul territorio. Una risorsa che vogliamo utilizzare sempre meglio.
La valorizzazione passa per l’ammodernamento, per renderle sempre più interessanti e accessibili.
D Dolomiti: da percorrere, da ammirare, da conoscere e far conoscere anche per ciò che nascondono. La nuova Carta geomorfologica che stiamo elaborando con la Provincia autonoma di Trento e la Fondazione Dolomiti Unesco ci è di grande aiuto.
E Europa: a dicembre a Bruxelles è stata riconfermata per la quarta volta al Parco Naturale Adamello Brenta la Carta Europea per il turismo sostenibile-Cets, assegnata dalla Federazione Europarc.
Pronti a condividere l’esperienza perché diventi parte del «sistema Italia».
F Fauna: viviamo in simbiosi con gli animali. Dobbiamo rispettarli e ammirarli. E al tempo stesso dobbiamo gestirne la presenza. Il che a volte comporta fare delle scelte impopolari: «() per una accettazione nel medio-lungo termine della presenza dell’orso, l’avvio di un programma di carattere tecnico-scientifico e socio-economico finalizzato alla individuazione di una soglia numerica di orsi tollerabile sul territorio che, tenendo conto sia delle esigenze biologiche della specie sia di quelle sociopolitiche dell’uomo, possa rappresentare una sorta di patto sociale con le genti che vivono nella terra dell’orso. Poiché l’applicazione di una Social Carrying Capacity non può prescindere dalla possibilità di esercitare un prelievo sulla popolazione di orsi finalizzato a controllarne la crescita, non solo limitato alla rimozione di orsi problematici, un programma per la definizione e l’applicazione di una soglia massima tollerabile deve necessariamente accompagnarsi ad iniziative di medio termine mirate a modificare l’attuale quadro legale (Guido Tosi 2011)». Nella scienza e non nelle opinioni ci sono le risposte più utili.
G Geopark: Adamello-Brenta, due massicci montuosi, due diversi ambienti, due diverse morfologie. Ghiacciai e roccia tonalitica da un lato, i «monti pallidi» dall’altro. Tanta acqua in comune, quella dei fiumi, dei laghi, delle cascate. La nostra specialità è anche questo. La osserviamo nei suoli, nelle rocce e nel sottosuolo. Sono partiti nuovi progetti di valorizzazione della risorsa, ora si cercano nuovi partner.
H Homo (Sapiens): un’area protetta è fatta di natura e di esseri umani. I nostri parchi non sono vasti spazi disabitati che si autoregolano, sono un intreccio di vite, di bisogni che si compenetrano a vicenda. Sono equilibrio, intervento, gestione.
I Innovazione: un parco deve rinnovarsi continuamente. Noi lo stiamo facendo. Nuovi progetti di ricerca (anche coniugando le scienze dell’ambiente alle scienze umane), nuovi temi da affrontare (come il cambiamento climatico), nuove proposte per far scoprire angoli del Parco poco frequentati (percorsi della Grande Guerra).
L Libri: usiamo il digitale, siamo in rete, ma continuiamo ad amare i libri. Li presentiamo, in collaborazione con le biblioteche del territorio, e li stampiamo. «Noi Parco – la fauna» è il primo di una serie di titoli che ci aiuteranno a farci conoscere, sempre meglio.
M Mobilità: quest’anno abbiamo ricordato i 20 anni dall’avvio dei primi progetti di mobilità sostenibile. Un aiuto concreto che offriamo al tempo stesso all’ambiente e ai visitatori, ogni estate, con i nostri bus-navetta e i nostri operatori. Ci crederemo sempre ma dobbiamo fare in modo che diventi un impegno condiviso.
N Natura: tutti la desideriamo, ma cosa siamo disposti a fare per conservarla in salute? Educazione, comunicazione, informazione: con questi strumenti dobbiamo far crescere nella società la consapevolezza che lo stato della Natura dipende anche dai nostri comportamenti.
O Opere: le nostre squadre sono sempre attive, in collaborazione con i Comuni e gli altri enti territoriali, per sistemare strade, ponti, sentieri, mettere in sicurezza versanti franosi, realizzare o manutentare opere di pubblica utilità. È l’altra faccia del nostro impegno, sempre più apprezzata e dove investiamo una cospicua parte del bilancio. Avanti tutta!.
P Percorsi: reali e «virtuali».
Sentieri che aiutiamo a percorrere con le nostre guide, e sentieri a volte particolari, privi di barriere, o tracciati dalle nuove tecnologie, concepiti per consentire davvero a tutti di accedere alle bellezze del Parco.
Q Qualità: il marchio Cets-Qualità Parco premia strutture (alberghi, ristoranti) e soggetti (Apt, agenzie turistiche) che si impegnano in favore di turisti e visitatori ma anche dell’ambiente, con tutta una serie di scelte concrete. Oggi costituisce una realtà in crescita e una rete di alleanze sul territorio, ma dobbiamo essere ancora di più. Partecipate?
R Responsabilità: è ciò che abbiamo sentito dopo quel tragico 5 aprile in cui Andrea Papi è stato vittima dell’aggressione dell’orsa Jj4. Non ci tireremo mai indietro, faremo sempre tutto il possibile per evitare eventi come questo. Ma occorre uno sforzo collettivo, una collaborazione sempre maggiore fra tutte le realtà coinvolte. Chi c’è batta un colpo!.
S Scuole: i nostri progetti di educazione ambientale hanno nelle scuole un ambito di applicazione preferenziale. Il perché è presto detto: il futuro del Parco è in mano alle nuove generazioni.
T Turismo: è una ricchezza del Trentino e ha fatto sì che le nostre valli non si spopolassero. Contribuiamo a gestirlo con i servizi (accoglienza, mobilità, infrastrutture, informazioni), con proposte escursionistiche e culturali (Superpark), con la gentilezza e la competenza del nostro personale (fra cui moltissimi giovani) e con tanta, tanta attenzione. Ecco perché un Parco se ne deve (pre)occupare.
U Utilità: a cosa serve un parco naturale? A tutelare un ambiente di particolare pregio.
Ma un parco crea anche lavoro, e occasioni di crescita per cittadini, studenti, tesisti. Ed è un elemento di congiunzione fra enti, amministrazioni, associazioni.
Un parco è utile, infine, per quella stessa Autonomia speciale di cui il Trentino è fiero. Ampliamento?
V Vegetazione: foreste (un terzo della superficie del Parco), prati, patrimonio floristico sono una ricchezza eccezionale. Ne osserviamo i cambiamenti, a volte inevitabili (aumento delle temperature, specie alloctone, bostrico), cerchiamo di tutelarne salute e unicità. Rallegrandoci ogni tanto per qualche nuova scoperta.
Z Zanzibar: che c’entra? Nulla.

Ma consentiteci in fondo a questo «alfabeto per l’anno nuovo» una piccola provocazione, utile per ricordarci che il mondo è vasto, che esistono ambienti naturali agli antipodi dai nostri (come un’isola dell’oceano indiano) ma altrettanto preziosi, delicati, fragili.

Ricordiamoci che siamo parte di un tutto, di un ecosistema globale, di un pianeta meraviglioso e sofferente.
Ricordiamoci che possiamo salvare noi e l’ambiente solo se agiamo assieme.
Se facciamo tutti la nostra parte senza preconcetti, senza lotte di quartiere senza credere di avere sempre ragione.

Walter Ferrazza, Presidente del Parco Naturale Adamello Brenta

L’alfabeto del Parco 2024 – scarica il pdf
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