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PLOT 1: sfioriamo i 3000m s.l.m.

Raggiungere Cima Grostè (2989 m), la vetta più settentrionale nella parte centrale delle Dolomiti di Brenta, non è cosa da tutti.
Lungo la salita che porta alla Cima il paesaggio si fa sempre più unico, regalando scorci da mozzare il fiato…

Quassù abbiamo scelto di posizionare il Plot più in quota e il più panoramico di tutti. Una splendida terrazza che offre una vista che va ben oltre i confini del Parco. Da quassù oltre ai gruppi tonalitici dell’Adamello e della Presanella, l’occhio dell’alpinista cade sul Gruppo dell’Ortels-Cevedale e su alcuni dei principali gruppi delle Dolomiti Orientali.  La Cima Grostè, con alte pareti verticali e strati sub-orizzontali di Dolomia Principale, ben rappresenta le spettacolari forme tipiche del paesaggio dolomitico. Alla base, estesi pavimenti di Dolomia Principale, ghiaioni e distese di grossi blocchi; sulla sommità a quasi 3000m s.l.m., ampi spazi pianeggianti si alternano a zone più fratturate e aspre, che accompagnano l’alpinista lungo gli ultimi metri di dislivello che lo separano dal “libro di vetta”.  I sedimenti erosi e trasportati dagli agenti atmosferici si accumulano tra gli anfratti rocciosi, creando quel poco terreno sufficiente alla vita.

Tutta la superficie del Plot ricade in una tipologia di habitat che per il suo pregio e per la sua scarsa distribuzione a livello comunitario è entrato a far parte della “Rete Natura 2000”: un network di aree riconosciute dall’Unione Europea come strategiche per la conservazione della biodiversità a livello sovra-nazionale.

 

I sensori posizionati sulla Cima, monitorano costantemente l’andamento della temperatura dell’aria e degli strati più superficiali del suolo.  Di seguito il grafico delle temperature medie giornaliere registrate dal giorno di installazione della strumentazione (27.07.2018) fino all’ultima possibilità di raccolta dei dati (27.09.2018).

 

 

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