Biologia ed ecologia

Come è fatto

maschio adulto di stambecco (L.Pedrotti)

Maschio adulto di stambecco foto Luca Pedrotti

Lo stambecco delle Alpi (Capra ibex) è un bovide di medie dimensioni, caratterizzato da forme robuste e pesanti. I maschi adulti hanno un peso che oscilla da un massimo autunnale di 100-115 kg a un minimo primaverile di 65-75 kg. Di taglia più ridotta, la femmina ha un peso tra i 45 e i 65 kg. Entrambi  portano corna che, nel caso dei maschi, possono raggiungere la lunghezza di 100 cm. Nelle femmine le corna sono di dimensioni notevolmente più limitate, con uno sviluppo massimo di 25-30 cm. L’accrescimento delle corna, continuo nel corso degli anni, risulta massimo nei primi anni di vita (fino a 8-9 cm per anno nei maschi) per poi ridursi con l’avanzare dell’età.
Durante l’inverno la colorazione del mantello è marrone scuro, con gli arti bruni e le parti inferiori del tronco leggermente più chiare. In primavera si manifesta l’unica muta, che porta alla completa sostituzione del folto pelo con uno più corto e chiaro, mantenuto fino all’autunno seguente. Quando la crescita aggiuntiva di pelo farà assumere agli animali il tipico mantello invernale.

gruppo di stambecchi maschi (Archivio A.Mustoni)

Gruppo di stambecchi maschi foto Andrea Mustoni

Il comportamento

Lo stambecco è essenzialmente una specie gregaria. I branchi, normalmente unisessuali, divengono misti nel periodo degli amori.
Le femmine formano branchi dei quali fanno parte, oltre alle madri con i loro piccoli, anche femmine senza piccolo e giovani maschi sino ai due anni di età.

Dove vive

Perfettamente adattato all’ambiente alpino e alto-alpino, lo stambecco è legato agli ambienti rocciosi e alle praterie di alta quota. Anche d’inverno, scende raramente nella foresta. Ricerca infatti i versanti più soleggiati e con forti pendenze.Si nutre di vegetazione erbacea tra cui alcune graminacee non gradite da altri ungulati.

La riproduzione

stambecchi: corteggiamento

Stambecchi: corteggiamento

A partire dal mese di novembre i maschi adulti iniziano a manifestare i primi segni di eccitazione sessuale. Compiendo spostamenti anche di notevole entità, per congiungersi con i gruppi femminili. Durante il periodo degli amori, tra il 10 dicembre e il 5 gennaio, solo i maschi di rango sociale più elevato corteggiano con successo le femmine e partecipano alla riproduzione.
Dopo una gestazione di circa 24 settimane, nl mese di giugno, le femmine danno alla luce un capretto. Già poco dopo la nascita, è in grado di seguire la madre nei suoi spostamenti anche nelle zone più impervie.

I rapporti con le altre specie

Si può escludere qualsiasi interazione con il cervo e il capriolo, e anche la competizione con il camoscio. Non esiste incompatibilità tra queste specie nei territori con habitat idonei a entrambi in quanto hanno esigenze parzialmente differenti. Interazioni negative si manifestano in comprensori con fondovalle a quote elevate (oltre i 1700 m.) o con praterie d’altitudine poco estese. Cosa che non avviene nel comprensorio Adamello-Brenta.

trofeo di stambecco (Archivio A.Mustoni)

Trofeo di stambecco foto Andrea Mustoni

I rapporti con l’uomo

Lo stambecco delle Alpi trae origine da antichissime forme di capre selvatiche che, 14-17.000.000 anni fa, popolavano l’Asia centro occidentale.
Durante le ultime glaciazioni (da 700.000 a 12.000 anni fa) era diffuso in gran parte dell’Europa. Poi, con il ritiro dei ghiacci, rimase isolato sui grandi massicci alpini.
Per oltre 10.000 anni la storia dello stambecco si è intrecciata con quella degli antichi abitanti delle Alpi. Ma l’uomo non gli fu certo amico, cacciandolo per la carne e soprattutto per le presunte proprietà terapeutiche. Scomparve così nelle regioni alpine a partire dal XVI secolo.
Nel 1821 sopravviveva solamente un nucleo di un centinaio di capi, nelle valli più impervie del Piemonte e della Valle d’Aosta.
Protetto prima dai sovrani di casa Savoia e poi dall’istituzione del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Ora, anche grazie alle reintroduzioni, lo stambecco sta tornando nel suo antico areale alpino.

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