L’orso sulle Alpi

L’orso bruno era giunto sull’orlo dell’estinzione a causa della persecuzione subita per secoli sulle Alpi da parte dell’uomo.

Grazie al progetto di reintroduzione promosso dal Parco nel 1996, la specie sta tornando ad abitare le foreste ed i monti dove era sempre vissuta. Il suo futuro resta tuttavia ancora critico.

L’orso nei secoli passati

caccia all'orso nei secoli scorsi (Archivio Pranzelores)

Caccia all’orso nei secoli scorsi (Archivio Pranzelores)

Presente in tutte le zone boscose dell’Italia settentrionale fino al 1700, l’orso è stato confinato prima nelle aree montane e successivamente nelle sole Alpi Centrali.

L’accresciuta presenza dell’uomo sul territorio alpino ha avuto l’effetto di condannare l’orso bruno al declino numerico. La ricerca di nuovi spazi per le attività agricole e zootecniche e il conseguente disboscamento hanno infatti condizionato e compromesso la distribuzione del plantigrado. A tali fattori ambientali si è sommata, a partire dalla seconda metà del 18° secolo, la persecuzione diretta nei confronti della specie. Un vero e proprio sterminio imputabile in parte a motivazioni di tipo economico ed in parte a fattori emotivi. L’orso, animale forte e per alcuni aspetti simile all’uomo, occasionale predatore di animali domestici, divenne un vero e proprio nemico della società. Per il suo abbattimento venivano attribuite ricompense in denaro e stima da parte della collettività.

In pochi decenni, la situazione è cambiata in modo significativo. Ora l’orso è riconosciuto come una specie di grande valore ecologico e culturale.

In questo contesto è partito il progetto di reintroduzione promosso dal Parco in stretta collaborazione con la Provincia Autonoma di Trento e l’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica.

Gli orsi oggi: la popolazione delle Alpi Centrali

Grazie al progetto Life Ursus, si è tornati nuovamente a parlare di una popolazione di orsi delle Alpi Centrali.

Il successo della reintroduzione è testimoniato dalla vitalità della popolazione. A seguito dei numerosi eventi riproduttivi accertati tra il 2002 e il 2018 e dopo più di un decennio di attività riproduttiva, il nucleo di orsi che gravita in Trentino e nelle regioni circostanti è oggi stimato in circa 50 esemplari.

La popolazione di orsi si sta espandendo anche dal punto di vista territoriale. La presenza della specie non è più limitata al Trentino occidentale ma comprende aree anche molto distanti dal Parco. L’esplorazione del territorio lascia ben sperare per il futuro dell’orso sulle Alpi.

Il futuro dell’orso sulle Alpi

mappa mostrante il possibile sviluppo degli orsi sulle Alpi

Mappa del possibile sviluppo degli orsi sulle Alpi

Il futuro degli orsi sulle Alpi sembra oggi meno incerto, anche se per il ritorno definitivo della specie la strada è ancora lunga. E passa principalmente dal grado di accettazione che l’uomo le riserverà nelle zone di nuova colonizzazione.

E’ infatti evidente che la ricolonizzazione dipende dallo sviluppo di una cultura di convivenza tra uomini e orsi.

Appare dunque prioritaria la ricerca di opportune sinergie e forme di cooperazione tra enti ed amministrazioni territorialmente competenti. Le aree protette dovranno giocare un ruolo di primo piano come “laboratori sperimentali” in cui ricercare, mettere alla prova ed infine adottare criteri di conservazione che possano poi trovare utilizzo anche al di fuori dai propri confini.

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